PREZZI. Caro benzina, i Consumatori insistono: “Speculazione ingiustificata, tagliare le accise”

Continuano senza sosta i rincari della benzina, venduta, in molti distributori, a 1,30 Euro al litro. "Si tratta di una speculazione del tutto ingiustificata – denunciano Adusbef e Federconsumatori – dal momento che, è vero che il costo del petrolio è lievemente salito, ma è del tutto compensato dall’attuale quotazione in rialzo dell’euro. Come al solito, inoltre, ad ogni minimo rialzo del costo del petrolio, ecco che i prezzi della benzina automaticamente si impennano, mentre non avviene mai il contrario".

"A questa insopportabile velocità della luce con cui si ritoccano al rialzo i prezzi dei carburanti – continua la nota delle Associazioni dei Consumatori – si aggiunge una intollerabile, ed ormai endemica, differenza del prezzo dei carburanti che va dai 3 ai 5 centesimi al litro in più rispetto ai paesi europei".

"A causa di queste maggiorazioni, infatti – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – ogni automobilista, solo per costi diretti, dovrà far fronte ad una maggiore spesa di 144 euro l’anno".

Da Federconsumatori e Adusbef arriva un invito per il Governo "ad intervenire al più presto, vigilando ed impedendo le speculazioni di filiera e realizzando un serio e concreto processo di liberalizzazione della rete distribuzione carburanti, anche attraverso la distribuzione presso la grande distribuzione".

Adoc ricorda che "è in sospeso dal luglio scorso la promessa di una riduzione delle accise e del blocco dell’Iva sui carburanti da parte del Governo, ma ad oggi nulla è accaduto". "Oggi l’Istat ha registrato un crollo delle vendite dei prodotti alimentari del 5,6% – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – Un calo che è diretta conseguenza delle speculazioni sul costo dei carburanti, che fanno salire il prezzo finale dei prodotti alimentari. Inoltre, sul prezzo finale dei carburanti gravano anche tasse tra le più alte d’Europa".

Secondo l’Adoc un intervento che potrebbe risollevare le sorti dei consumatori sarebbe il taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi. In questo modo il risparmio alla fine dell’anno per il singolo automobilista sarebbe di 180 euro l’anno solo per i carburanti. Considerando l’incidenza del taglio sugli alimentari, potrebbe esserci un’ulteriore riduzione del 18% sul prezzo di questi ultimi, per un risparmio a fine 2009 di altri 200 euro circa." Per l’Adoc, tagliare le vecchie accise comporterebbe un risparmio diretto di 360 euro l’anno per i consumatori possidenti un’auto a benzina.

"Sul prezzo finale dei carburanti gravano anche, per oltre il 50%, le tasse, accise e Iva – continua Pileri – molte delle accise furono introdotte in seguito ad eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Con un taglio delle accise chi possiede un’auto a benzina spenderebbe in media 360 euro in meno su base annua, mentre con un’auto a gasolio si risparmierebbero 180 euro l’anno."

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