PREZZI. Caro benzina, la protesta dei pescatori. Oggi audizione in Senato

A pagare le conseguenze del caro petrolio sono – come è noto – anche i pescatori che in tutta Italia stanno esprimendo il proprio disagio attraverso il fermo del peschereccio ed altre forme di civile manifestazione. L’aumento del costo del carburante incide, infatti, in maniera negativa sui costi di gestione dei motopescherecci. Per fronteggiare la crisi, Federpesca ha messo a punto una serie di proposte che verranno enunciate oggi nel corso dell’audizione presso la Commissione Agricoltura nonché durante il prossimo incontro con il Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali, On. Luca Zaia che .oggi ha espresso la propria solidarietà alle ragioni della protesta e ha annunciato un necessario coinvolgimento europeo.

1. Allestimento di misure per la corresponsione di aiuti alle imprese di pesca nell’ambito del de minimis attualmente previsto (30.000 euro) da parte dello Stato e delle Regioni, allineando la posizione del nostro Paese a quanto contenuto nel "Piano Barnier", associando inoltre l’Italia all’azione in Consiglio Pesca per l’elevazione del livello de minimis a 100.000 euro;

2. Avvio immediato del Fermo di emergenza previsto dall’art. 24 del Fondo Europeo per la Pesca (FEP) per la durata di 45 giorni, indennizzato per imprese e lavoratori;

3. Pubblicazione del bando per le demolizioni delle unità da pesca più vetuste;

4. L’applicazione di un Piano di Gestione che preveda, in maniera articolata e differenziata avendo riguardo alle specificità delle diverse aree, l’inibizione per almeno tre mesi delle attività di pesca a strascico e volante nella fascia costiera maggiormente sensibile dal punto di vista biologico e del ripopolamento ittico, con assegnazione a ciascuna impresa di un numero massimo di giornate pescabili, per areali, mestieri e specie bersaglio, nel periodo da agosto ad ottobre;

5. Attuazione concreta dei contenuti dell’Avviso Comune del 19 aprile 2005 espresso da Federpesca e Fai Cisl, Flai Cgil, Uilapesca, e recepito dal Governo dell’epoca, riguardante l’estensione al settore ittico della Cassa Integrazione prevista per l’agricoltura e l’applicazione degli strumenti di politica attiva del lavoro, quali l’apprendistato, la formazione professionale e gli stages formativi;

6. Avvio immediato delle procedure per l’estensione alla pesca della Direttiva comunitaria in materia di IVA agevolata, già vigente per i prodotti agricoli, dando così attuazione a quanto già disposto all’art.5 della Legge 11 marzo 2006, n.81

7. Fiscalizzazione dei costi e degli oneri di manutenzione e funzionamento delle blue box di bordo ed abrogazione della tassa di concessione governativa riguardante gli apparecchi televisivi presenti sui pescherecci.

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