PREZZI. Caro spiagge, Adoc: un giorno al mare costa l’1,5% in più del 2010 e +136% del 2001

Quest’anno trascorrere una giornata al mare costerà, per una famiglia di 4 persone, quasi 97 euro, l’1,5% in più rispetto all’anno scorso e ben il 136% in più del 2001. E’ quanto risulta da un’indagine dell’Adoc, secondo cui sono rincarate quasi tutte le voci di spesa, dall’ombrellone (+1,3%) al lettino (+1,2%) passando per sdraio (+3,2%) e ingresso (+0,8%).

"Trascorrere una giornata al mare sta diventando sempre più un salasso per le famiglie italiane – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – Anche le voci extra come i gelati, panini e caffè sono in rincaro, con i primi che segnano un aumento del 2,8%. Stabili solo i costi di parcheggio. Continuando di questo passo gli italiani il mare potranno vederlo solo in cartolina".

Le Regioni più care per andarsi a rilassare sulle spiagge sono la Sardegna, la Toscana e la Liguria. In Sardegna si spende il 28,5% in più della media nazionale pari a 50,5 euro per i soli costi dei servizi di stabilimento, in Toscana il 22,5% in più mentre in Liguria il 16,8% in più. Tra le Regioni più abbordabili al primo posto si trova la Sicilia, dove si può spendere il 29,5% in meno della media e la Puglia, dove si può risparmiare il 24,6% rispetto alla media nazionale e i cui costi sono praticamente dimezzati rispetto alla Sardegna. Quest’ultima è la Regione che ha subito i rincari più pesanti, pari al 4,6%, mentre la Puglia è l’unica Regione a registrare un ribasso, pari allo 0,7%.

Ma è il confronto con i prezzi del 2001 a lasciare allibiti: mediamente una giornata al mare costava poco più di 40 euro, il 136% in meno di oggi. Dall’introduzione dell’euro rincari vertiginosi per i costi d’ingresso (+262%), lettino (+122%) e sdraio (+110%). Rincari notevoli anche per le altre voci, dai parcheggi ai gelati. In 10 anni si è arrivati a spendere più del doppio, un dato preoccupante e che fa intendere come godersi il relax in spiaggia sia diventato una chimera per la maggior parte degli italiani.

E c’è poi il problema dell’accesso alla spiaggia, che dovrebbe essere obbligatoriamente libero secondo l’art. 1 comma 251 dell’ultima finanziaria, ma che, nella maggior parte dei casi rilevati dall’Adoc, non viene garantito ai cittadini. "C’è ancora molta confusione sull’accesso alla spiaggia che, come previsto dalla Finanziaria del 2007, dovrebbe essere libero – spiega Pileri – tuttavia registriamo ancora una certa resistenza ad applicare la legge. Negli stabilimenti, spesso, si fa pagare l’ingresso o viene previsto l’accesso gratuito solo a patto di affittare l’ombrellone e il lettino. Una sorta di tassa occulta che scontenta gli italiani che intendono accedere alla battigia senza pagare. In Liguria è vivo il problema della percentuale di spiagge libere a disposizione dei cittadini. Solo 12, tra i 63 Comuni costieri liguri, possono vantare percentuali di spiagge libere e attrezzate superiori al 40%. Nel Lazio, sull’arenile di Ostia, solo il 20% delle spiagge prevede l’accesso libero."

 

Comments are closed.