PREZZI. CdM toglie tassa sul cinema ma aumenta accisa sui carburanti. Tutti contro

Il Governo toglie la tassa di un euro sul cinema ma aumenta l’accisa sui carburanti. È quanto emerge dall’odierno Consiglio dei Ministri, che ha varato un decreto per reintegrare i fondi destinati alla cultura: per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo, e per cancellare la tassa di un euro sul biglietto del cinema, è stato però deciso di aumentare l’accisa sui carburanti con un rincaro di 1 o 2 centesimi, secondo quanto annunciato al termine del CdM dal sottosegretario Gianni Letta.

Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori, che parlano di "follia", di "gioco delle tre carte", di un provvedimento assurdo che dà a una parte a scapito di un’altra e, in fin dei conti, si risolve sempre a scapito dei cittadini. Contrari sono anche i gestori.

Per Federconsumatori e Adusbef non c’è dubbio: "Siamo alla follia più totale. Ovviamente riteniamo positiva l’abolizione dell’aumento di 1 euro del biglietto del cinema, contro il quale già eravamo intervenuti. Ma è da folli scriteriati l’idea di fare ciò aumentando, come contropartita, l’accisa sulla benzina", dichiarano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Le due associazioni sottolineano che l’operazione è dannosa e avrà ripercussioni anche sull’inflazione, perché i beni di largo consumo sono trasportati soprattutto su gomma. E aggiungono: "L’incremento dell’accisa di 1-2 centesimi, inoltre, si aggiungeranno agli incredibili aumenti registrati in questo periodo, con ricadute di oltre 310 euro per ogni automobilista: dubitiamo fortemente che "gli italiani saranno lieti di poter fare questo piccolo sacrificio", come sostiene il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Per il giusto e dovuto finanziamento al FUS, piuttosto che "pescare" ancora una volta dalle tasche dei cittadini, perché lo Stato non rinuncia ad una fetta dei cospicui proventi che, tramite le attuali accise, già percepisce dalla vendita dei carburanti? ".

Anche per l’Adoc il provvedimento è "assurdo". Commenta il presidente Carlo Pileri: "Il provvedimento che il Governo si appresta a fare sull’aumento delle accise è assurdo e in palese contraddizione con quanto espresso durante la riunione di ieri con il Ministro Romani, dove si è discusso di intervenire su Iva e accise in modo da ridurre i prezzi dei carburanti. L’Adoc è contraria ad ogni aumento dei prezzi dei carburanti, invece di imporre nuove tasse dovrebbero essere tagliate di 8 centesimi le attuali accise, per riportare il costo della benzina nella media europea. L’aumento dei carburanti registrato in questi mesi ha costituito un oneroso aggravio per le famiglie, pari a circa 300 euro, ed è alla base di un potenziale rincaro dei prezzi dei prodotti trasportati, che si traduce in un’impennata dell’inflazione".

Per il Movimento Difesa del Cittadino, "questo Governo fa il gioco delle tre carte, mettendo ripetutamente le mani nelle tasche dei cittadini contribuenti. Questa temporanea abolizione della tassa sul cinema spostandola praticamente sulla benzina è l’ennesimo segnale di una difficoltà e di un affanno nella gestione dei conti pubblici che inutilmente il Ministro dell’Economia cerca di capire con la finanza creativa".

Anche il Codacons parla di "follia". Commenta il presidente Rienzi: "Il Governo ha pensato di eliminare un provvedimento sbagliato, ossia la tassa da 1 euro sul biglietto del cinema, introducendo una misura ancor più sbagliata, ossia un incremento delle accise da 1 o 2 centesimi di euro sulla benzina. Considerati i prezzi attuali dei carburanti, giunti alle stelle, e la frequenza con cui un cittadino fa rifornimento, si capisce chiaramente come il sacrificio richiesto agli utenti sia tutt’altro che piccolo, e nessun italiano sarà lieto di dare il proprio contributo".

Adiconsum fa i conti: "Un aumento delle accise di 1-2 cent al litro significa maggiori tasse da 10 a 20 euro a veicolo su base annua. Una scelta questa in netto contrasto con le ripetute dichiarazioni del Governo di congelare o ridurre le accise sulla benzina. Una scelta, inoltre, che pesa ulteriormente sull’inflazione. Se prendiamo poi in considerazione il fatto che dallo scorso anno l’aumento intervenuto sui carburanti è stato di circa 25 cent/l, per ogni veicolo la maggiore spesa è stata di 250 euro su base annua, di cui metà andate ai petrolieri e metà allo Stato. Si continua a proclamare l’esigenza di ridurre le tasse per rilanciare i consumi, ma poi ogni giorno vengono fatte scelte opposte".

La decisione del Consiglio dei Ministri è bocciata come "atto incomprensibile e antipopolare" anche dai gestori di Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl, per i quali il Governo è "responsabile di affossare i consumi e alimentare l’inflazione". Commenta il Coordinamento nazionale di Faib e Fegica in una nota congiunta: "La decisione del Consiglio dei Ministri di oggi di aumentare le accise sui carburanti dimostra tutta la distanza che la politica e questo Governo in particolare continuano a mettere tra sé ed il sentire comune, le priorità che la realtà di tutti i giorni mette drammaticamente di fronte ai cittadini di questo Paese".

"Mentre i prezzi dei carburanti – prosegue la nota sottoscritta dai presidenti, Martino Landi e Roberto Di Vincenzo – non accennano a frenare la loro impennata, sotto la spinta delle tensioni internazionali e delle speculazioni finanziarie; mentre i consumi continuano a registrare battute d’arresto; mentre si riaccendono pericolose tendenze inflazionistiche; proprio in una tale prolungata congiuntura, il Governo non trova di meglio che imporre una nuova "tassa sul macinato" ed aggravare tutti gli indicatori che frenano una ripresa indispensabile per la vita delle famiglie e della collettività".

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