PREZZI. Cia: “Frutti autunnali, produzione ko e costi alle stelle”

Per i "frutti" simbolo della stagione autunnale è stata una vera "debacle". E’ quanto afferma la Cia che sottolinea come per uva, castagne, noci, funghi e tartufi si possa parlare di produzione "tagliata" e prezzi al consumo raddoppiati rispetto allo scorso anno.

Secondo la Confederazione hanno contribuito al fallimento l’anomalo clima, con scarsissime precipitazioni sia piovose che nevose e con un prolungato periodo di siccità, e l’attacco di alcuni parassiti hanno inflitto a questi prodotti tipici del "made in Italy" un colpo durissimo.

Uva e vendemmia. L’annata 2007 passerà alla storia del nostro Paese come la più scarsa degli ultimi sessant’anni e come tra le più anticipate dell’ultimo mezzo secolo. La produzione nazionale vinicola si attesterà attorno ai 41 milioni di ettolitri. Solo vent’anni fa, nel 1987, si producevano oltre 75 milioni di ettolitri. Si annuncia inevitabile l’aumento dei prezzi dei vini che in alcuni casi, soprattutto per quelli più pregiati, si possono avere rincari anche del 100 per cento rispetto allo scorso anno. Comunque, mediamente si potranno registrare aumenti compresi tra il 25 e il 40 per cento nel Nord e nel Centro; mentre dal 15 al 30 per cento nel Sud.

Castagne. C’è il fondato rischio di un "taglio" del 30-50 per cento per la produzione nazionale. La causa: l’andamento anomalo del clima, in particolare la siccità, e il diffondersi del "cinipide galligeno" (un insetto, importato anni fa dall’estremo Oriente). Gravi danni si registrano in zone fortemente vocate, come il Cuneese, i Monti Cimini e l’Avellinese.

Tartufi. Il prezzo del tartufo, divenuto raro anche in alcune zone vocate, ha raggiunto i quattromila euro al chilo. E questo è dovuto ai cambiamenti climatici, caratterizzati dalla siccità nei primi sei mesi dell’anno e da un’estate molto calda e arida. Tutto ciò ha messo a rischio la raccolta. Secondo esperti, la raccolta del pregiato tubero, visto potrebbe subite un "taglio" del 30-35 per cento. Il rischio è che sul mercato troviamo tartufi provenienti da altri paesi, in particolare quelli dell’Est europeo, che non hanno nulla a che vedere con le nostre inimitabili qualità.

Funghi. E’ crollo anche per questa produzione. La crescita dei funghi per essere rigogliosa ha bisogno di condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. Cosa che, però, quest’anno non c’è stata. Si stima che i funghi "made in Italy" sviluppino complessivamente un valore al consumo che supera i seicento milioni di euro. Comunque, è divenuta particolarmente aggressiva la concorrenza di prodotti raccolti nell’Est europeo e nel Nord Africa che, indubbiamente, presentano caratteristiche qualitative peggiori rispetto al prodotto nazionale. I prezzi dei funghi variano da 3 euro/kg per quelli coltivati a 40 euro/kg per i porcini più pregiati, ovoli e galletti.

 

 

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