PREZZI. Cia: imprese agricole in ginocchio per aumenti materie prime

L’impennata dei costi di produzione, dai concimi alle sementi, sta mettendo in ginocchio le imprese agricole. A scontare i danni sono soprattutto imprese di allevamento ma anche quelle che coltivano frumento, riso, mais e ortofrutta. È quanto denuncia oggi la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

"L’impennata delle materie prime sui mercati internazionali, in particolare il petrolio, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, sempre più strette nella morsa degli aumenti dei costi di produzione, che nel solo mese di gennaio hanno fatto registrare una crescita dell’8,5 per cento rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente": è la denuncia degli agricoltori, basata sui dai Ismea. "Un trend che ha visto segnare record – continua la Cia – come quelli dei concimi (più 26,1 per cento) e dei mangimi (più 23,6 per cento). Da non sottovalutare anche gli effetti del "caro-petrolio" che, sempre a gennaio, ha determinato un incremento dei prezzi dei carburanti (più 4,4 per cento), dell’energia elettrica (più 3,4 per cento) e dei lubrificanti (più 12,3 per cento). A questi si aggiunge la lievitazione delle sementi (più 4,5 per cento)". Gli agricoltori italiani denunciano inoltre un "andamento fortemente negativo sotto il profilo dei redditi".

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