PREZZI. Cinema, tassa di un euro. AACC in rivolta

La tassa sul cinema prevista nel Milleproroghe non piace ai Consumatori. Comparsa già nelle prime bozze del provvedimento, è stata ripresentata con un emendamento e prevede un euro in più per biglietto, a esclusione delle sale parrocchiali, quale "contributo speciale a carico dello spettatore pari a un euro da versare all’entrata del bilancio dello Stato". Il contributo partirà dal prossimo luglio e dovrebbe durare fino alla fine del 2013.

Le associazioni si collocano decisamente sul fronte del no. "Adiconsum è fortemente preoccupata – dichiara Pietro Giordano, segretario nazionale – per il continuo stillicidio di tasse più o meno occulte, come l’ulteriore balzello di un euro sul biglietto del cinema, che sommandosi alla pressione fiscale già elevata sulle famiglie, le buste paga e sulle pensioni dei consumatori, finiscono con l’erodere i redditi di gran parte degli italiani, deprimendo ulteriormente i consumi e quindi l’attività manifatturiera e i servizi. E’ l’ora di combattere efficacemente l’evasione fiscale e spostare quote di prelievo fiscale sulle rendite, iniziando da quelle finanziarie, e sui consumi pregiati".

No all’aumento del prezzo dei biglietti anche da parte di Federconsumatori, che lo scorso novembre, insieme ad Adusbef, aveva segnalato un aumento delle presenze nelle sale cinematografiche, in crescita di oltre il 18%, inquadrandolo come fenomeno di "consumo consolatorio" in una situazione di crisi.

Commenta dunque il presidente Federconsumatori Rosario Trefiletti: "Ogni giorno assistiamo ad aumenti di tasse e tariffe che ricadranno sul già infimo potere d’acquisto delle famiglie italiane. In coerenza con questo atteggiamento e visto che i cittadini del nostro Paese , come atto consolatorio della situazione di crisi in cui vivono, hanno aumentato le presenze nei nostri cinema si è bene pensato di punirli aumentando loro il biglietto di ingresso di un euro con aumenti percentuali del 15-25 %. Così facendo non si puniscono solo gli spettatori ma si colpisce un intero settore importante per l’economia e per la cultura del Paese, coerentemente con i pesanti tagli allo spettacolo in generale. Ci auguriamo che in un sussulto di responsabilità ciò venga abolito e comunque Federconsumatori metterà in campo ogni iniziativa anche di carattere legale per la sua abolizione".

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