PREZZI. Coldiretti: racket e usura nelle campagne, danni per 7,5 miliardi di euro

I prezzi degli alimenti sono gonfiati anche da racket, pizzo, usura e fenomeni malavitosi che provocano danni alle campagne per un giro di affari di 7,5 miliardi. È quando denuncia Coldiretti che richiama il rapporto della Direzione nazionale antimafia e sottolinea il moltiplicarsi di "furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, del cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell’Unione europea e caporalato".

La criminalità, denuncia ancora Coldiretti, "controlla in modo pesante la manodopera" in nero degli immigrati e questo si ripercuote gravemente sul rispetto dei diritti umani. Per l’associazione sono fenomeni il crescita "il ritorno dell’abigeato", con il furto di circa 100 mila animali da allevamento l’anno, l’usura, il vandalismo e le estorsioni, nonché "la sottrazione di trattori e delle altre attrezzature agricole spesso con la "formula" del cavallo di ritorno che prevede di dover pagare per farsi restituire il mezzo".

"Preoccupano anche – continua la Coldiretti – le intromissioni nel sistema di distribuzione e trasporto dei prodotti, soprattutto ortofrutticoli, che danneggiano gli operatori sotto il profilo del corrispettivo pagato agli imprenditori agricoli e aumentano in modo anomalo i prezzi al consumo.

Tali comportamenti, specie quando si registrano nei mercati in cui si concentra molta della produzione nazionale, causano effetti distorsivi su tutto il mercato nazionale; contribuiscono, in conseguenza dell’aumento ingiustificato dei prezzi al consumo che da essi deriva, alla diminuzione dei consumi delle produzioni nazionali e alla contrazione delle esportazioni".

La criminalità organizzata che opera nelle campagne può dunque contare – rileva Coldiretti richiamando la DDA – "può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia immediatamente raggiungibili ed attivabili". La proposta? Superare la situazione di isolamento e incentivare il ruolo delle associazioni di rappresentanza "attraverso il confronto e la concertazione con la pubblica amministrazione".

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