PREZZI. Coldiretti: vendita diretta e tutela del Made in Italy per rilanciare il Paese

Farmers market per la vendita diretta dei prodotti, tutela del Made in Italy a livello nazionale e comunitario, valorizzazione dell’ambiente e del territorio. Sono alcune delle proposte di Coldiretti per combattere l’inflazione e far ripartire l’economia del Paese. Ne ha parlato oggi il Presidente della confederazione, Sergio Marini, presentando a Walter Veltroni un documento programmatico per la prossima legislatura.

Secondo Coldiretti i mercati agricoli in ogni città consentirebbero di abbattere i passaggi intermedi fra produttore e consumatore, con conseguenti vantaggi sul prezzo finale e sulla qualità dei prodotti. "Nella forbice dei prezzi – dichiara Marini – tra produzione agricola e consumo c’è spazio per garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori e acquisti convenienti per le famiglie ma occorre ridurre le intermediazioni e i troppi passaggi dei prodotti agro-alimentari dal campo alla tavola, supportando forme di aggregazione, partecipazione e internazionalizzazione dell’impresa agricola nelle fasi di trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari".
Ecco i quattro punti sui cui si fonda il documento elaborato da Coldiretti:

  • Rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti.
  • Qualità, identità, sicurezza e salute: più cibo italiano in tavola.
  • Un territorio più pulito e più bello è anche più competitivo.
  • Una rinnovata coesione sociale: maggiori servizi sul territorio.

Fra i vari prodotti che incidono sul budget delle famiglie italiane c’è il pane, il cui prezzo al consumo è letteralmente lievitato negli ultimi tempi. A tale proposito Coldiretti ha rilevato un’anomalia sul mercato: a Milano rosette e filoni sono vendute ad un prezzo doppio rispetto a quello applicato a Napoli. Mentre il costo del grano è stazionario su tutto il territorio.

Il prezzo della materia prima, rilevano gli agricoltori, è infatti fisso perchè stabilito quotidianamente a livello internazionale, ma i consumatori della città meneghina acquistano il pane ad un prezzo medio doppio rispetto a quelli partenopei. A Milano il costo medio del pane è di 3,56 euro al Kg, quasi il doppio del prezzo praticato a Napoli (1,90 euro al Kg). Notevolmente diversi fra loro anche i costi applicati a Torino (2,43), Bologna (3,45), Roma (2,26), Bari (2,20) e Palermo (2,55).

 

 

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