PREZZI. Confindustria: materie prime a dicembre -1,3%

Si arresta nel mese di dicembre la corsa delle materie prime. Secondo l’indice CSC, elaborato dalla Confederazione Generale dell’Industria Italiana (Confindustria) sulla base del fabbisogno italiano, i prezzi in euro hanno registrato un calo dell’1,3% su novembre. Lo riferisce in una nota Confindustria.

"Questo risultato – spiega Confindustria – nasconde però un andamento altalenante terminato con un rimbalzo nell’ultima settimana, tanto che i prezzi in euro sono cresciuti del 2,3%, spinti di nuovo dai combustibili (+2,9%). Ciò si riflette in livelli elevati a inizio 2008 quando il greggio ha toccato nuovi record. Nella media di dicembre l’incremento annuo è stato del 24,1% (+27% a novembre)".

A determinare il ribasso mensile, secondo la Confederazione, sono state anzitutto le materie prime non alimentari, i cui prezzi sono scesi del 2,7% su novembre, con una caduta annua del 4,5%. Ciò soprattutto grazie ai prezzi dei metalli (ferrosi e non) che sono scesi per il quinto mese consecutivo (-4,6% in un mese, -8,2% in un anno) pur rimanendo su livelli molto elevati. Anche i prezzi dei combustibili si sono ridotti, dell’1,2% in un mese. In termini annui, però, la loro crescita è stata vigorosa (+34,5%); in particolare, le quotazioni internazionali di gasolio e benzina (+36,5% e +35% rispettivamente) sono aumentate più del greggio (+33,4%).

E’ ripartito, viceversa, a dicembre l’aumento dei prezzi delle materie prime alimentari (+1,4% in un mese, +10,8% in un anno), dopo il calo di novembre.In particolare, sono rincarati i cereali (+4,3%), i cui prezzi in dodici mesi sono saliti del 30,5% (+37,2% il frumento tenero). Anche le quotazioni in dollari dell’insieme delle materie prime sono calate a dicembre: -2,1% in un mese l’indice CSC (costruito sulla base dei pesi nel commercio mondiale).

Rispetto a dicembre 2006 l’incremento in dollari (+37,7%) è stato molto più sostenuto di quello dei prezzi espressi in euro, a seguito della debolezza della valuta Usa. In particolare, in dollari il prezzo del Brent ha segnato un rialzo del 47% in un anno.

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