PREZZI. Consumatori, calano i prezzi alla produzione e non quelli al dettaglio

"E’ inspiegabile ed inaccettabile – denunciano Fedeconsumatori e Adusbef come, nonostante il calo dei prezzi alla produzione industriale del -7,5% (luglio 2009 rispetto a luglio 2008), nonostante la diminuzione del costo del petrolio del -36%, che influisce sui costi di produzione, e nonostante il calo del grano del -37% rispetto allo scorso anno (solo per citare i principali e più incisivi esempi), i prezzi dei beni di largo consumo, quali pane, pasta e latte, rimangano a livelli elevati o addirittura, come nel caso della pasta (+7%), riprendano a registrare aumenti del tutto ingiustificati e fuori da ogni logica di mercato.

"Non possiamo tollerare oltre speculazioni di questo genere – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – Come non possiamo accettare che il Governo non si decida ad intervenire sulla situazione economica del Paese e sulla condizione delle famiglie, avviando innanzitutto un serio piano di controlli su prezzi e tariffe".

"Se non si interverrà al più presto, infatti – secondo i presidenti delle due Associazioni – le conseguenze per le famiglie, già colpite dalle ricadute della crisi in atto, dovute a licenziamenti e cassa integrazione, saranno estremamente drammatiche. Ai maggiori costi di 564 euro che le famiglie, solo per i prodotti alimentari, si trascinano dietro, dal 2008, infatti, si andranno ad aggiungere le pessime previsioni delle ricadute per il 2009, che, se il tasso di inflazione annuale si confermerà attorno all’1%, si attesteranno a 300 euro in più a famiglia. Alla luce di questi dati e del forte crollo dei consumi, anche quelli agro-alimentari, è quindi indispensabile che, oltre ad intervenire per razionalizzare l’intera filiera per eliminare gli elementi speculativi presenti, il Governo, per avviare un rilancio dell’economia, si decida a varare delle manovre economiche a sostegno del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, attraverso una detassazione di almeno 1200 euro annui".

Comments are closed.