PREZZI. Consumatori: con il calo dei prezzi all’origine le famiglie dovrebbero risparmiare 352 euro

"È del tutto sconcertante ed intollerabile la situazione in cui versa il settore agroalimentare in Italia". A porre l’attenzione sulla questione sono Federconsumatori e Adusbef che mettono in evidenza una contraddizione: "da un lato, infatti, si fa sempre più forte la denuncia da parte degli agricoltori, che soffrono una profonda crisi dovuta all’impressionante calo del costo all’origine delle materie prime registrato nell’ultimo anno; dall’altro, però, i consumatori si continuano a chiedere dove vadano a finire tali diminuzioni, dal momento che, sui prezzi al consumo, non ve ne è traccia".

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato l’importo complessivo della diminuzione che il calo dei costi all’origine dovrebbero comportare per le famiglie.

Per pane e pasta le famiglie spendono in un anno, rispettivamente, 395€ e 192€. Per i cereali vi è stato un crollo dei prezzi all’origine del 38,7%, che dovrebbe comportare un calo della spesa per tali prodotti pari a 227€ annui. Per il latte, invece, le famiglie spendono 205€ l’anno. Calcolando che il costo all’origine di tale prodotto è sceso del 25%, la minore spesa dovrebbe essere pari a 51€ annui. Per quanto riguarda frutta ed ortaggi, invece, le famiglie spendono rispettivamente 305€ e 365€ annui. Tali prodotti, all’origine, hanno subito un diminuzione dei costi, in media, dell’11%, che avrebbe dovuto comportare una conseguente diminuzione dei prezzi al dettaglio di 74€ annui.

Dunque tra pane, pasta, latte, frutta ed ortaggi il risparmio per le famiglie dovrebbe essere di 352€ annui, "ma di queste diminuzioni, sui prezzi al dettaglio non vi è stata neanche l’ombra!"

"Tale cifra, se calcolata sulla totalità delle famiglie, risulta pari a ben 8,4 miliardi di euro, che vorremmo sapere in tasca a chi siano finiti – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Nelle tasche degli agricoltori non sembra affatto. E non si accampi, come giustificazione, l’aumento di altri costi, dal momento che, anche il costo dell’energia stessa, rispetto allo scorso anno, è diminuito".

Adusbef e Federconsumatori tornano a chiedere misure urgenti da parte del Ministro delle Politiche Agricole e del Ministro dello Sviluppo Economico, in direzione di:

  1. una diminuzione dei prezzi al consumo di oltre il 20%, che rispecchi quella avvenuta per i costi all’origine;
  2. un’intensificazione di verifiche e controlli ed un inasprimento delle sanzioni per chi specula sulle tasche dei cittadini;
  3. una manovra di razionalizzazione della filiera, per eliminare sprechi ed inefficienze, che preveda anche maggiori spazi per la vendita diretta.

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