PREZZI. Dopo l’ondata di freddo Cia e Coldiretti mettono in guardia da speculazioni

Attenzione alle speculazioni che "gonfiano" la spesa! Ogni repentino e significativo aumento di prezzo su frutta e verdura non può essere riconducibile all’ondata di freddo che sta investendo il Paese. A mettere sul chi va là i consumatori è la Confederazione italiana agricoltori (Cia) che in una nota fa il punto sulla situazione della produzione italiana dopo il freddo di questi giorni. Anche Coldiretti invita a vigilare contro le speculazioni.

"Relativamente alla frutta invernale (mele e pere) – spiega Cia – le produzioni sono già state raccolte e conservate in attesa della loro commercializzazione, mentre per le verdure invernali (broccoli, spinaci e indivie) le temperature di questo periodo sono perfettamente compatibili, quindi sopportabili per tali coltivazioni". Nel caso di ortive "fuori stagione" (pomodori, melanzane, peperoni, zucchine), l’Organizzazione agricola sottolinea che si tratta di coltivazioni in ambienti protetti (serre e tunnel); per queste quindi è ipotizzabile un lieve incremento dei costi di produzioni legati ad un maggior fabbisogno di calore che incidono direttamente sulla bolletta energetica delle aziende agricole.

"Gli effetti di un freddo prolungato – afferma Cia – potranno essere valutati solo successivamente e in relazione alle coltivazioni primaverili ed estive. Inoltre i maggiori costi che gravano sulle imprese agricole nei periodi invernali non vengono caricati sul prodotto, come dimostrano le quotazioni sempre al ribasso dei prezzi applicati all’origine".

Anche Coldiretti afferma che "con i prezzi della frutta e verdura che aumentano del 300 per cento dal campo alla tavola occorre vigilare affinché l’ondata di maltempo con l’arrivo del gelo non diventi la miccia per far esplodere il fenomeno della speculazione.

Il brusco abbassamento delle temperature secondo Coldiretti preoccupa "soprattutto per i danni che potrebbe provocare alla produzione di frutta estiva con le piante di pesco e mandorlo che sono già in fiore al sud per effetto del mese di gennaio 2008 che si è posizionato in Italia al sesto posto tra i mesi di gennaio più caldi degli ultimi duecento anni e ha fatto fiorire anche la mimosa con più di due settimane di anticipo rispetto all’8 marzo".

 

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