PREZZI. Fao: bolletta cerealicola dei Paesi poveri aumenterà del 56%

Raddoppia il costo dei cereali nei Paesi più poveri: nel 2007/2008 aumenterà del 56%. A lanciare l’allarme è la Food and Agriculture Organization of the United Nations (Fao) in un rapporto presentato oggi sulle previsioni di produzione dei cereali dal titolo "Crop Prospects and Food Situation", in cui l’organizzazione esorta tutti i Paesi donatori e le istituzioni finanziarie internazionali ad incrementare la propria assistenza, per un ammontare compreso tra 1,2 ed 1,7 miliardi di dollari. Lo rende noto in un comunicato la Fao.

A registrare l’aumento maggiore è il prezzo del riso, a seguito dell’imposizione di nuove restrizioni all’esportazione da parte di alcuni tra i maggiori paesi esportatori. Alla fine di marzo i prezzi del grano e del riso erano circa il doppio dell’anno precedente, mentre quelli del mais erano aumentati di oltre un terzo, secondo il rapporto.

Secondo le prime previsioni FAO, la produzione cerealicola mondiale nel 2008 è destinata a crescere del 2.6 %, per attestarsi intorno alla quantità record di 2.164 milioni di tonnellate. Il grosso della crescita riguarderà il grano, per l’aumento delle aree seminate in molti paesi produttori.

L’Organizzazione ha lanciato "L’Iniziativa sul rialzo dei prezzi alimentari" (ISFP, l’acronimo inglese), per offrire assistenza tecnica e politica ai paesi poveri colpiti dall’aumento dei prezzi delle derrate ed aiutare gli agricoltori più vulnerabili ad incrementare la produzione a livello locale. Attività sul campo stanno per essere avviate in Burkina Faso, Mauritania, Mozambico e Senegal.

"La spesa per il cibo – ha spiegato Henri Josserand, del Sistema mondiale d’informazione e preavviso rapido della FAO – rappresenta solo il 100-20 per cento della spesa complessiva del consumatore dei paesi industrializzati, ma per il consumatore dei paesi in via di sviluppo, molti dei quali importatori netti di alimenti, può arrivare a rappresentare sino al 60-80 per cento del totale".

Secondo le proiezioni del rapporto, le scorte mondiali di cereali dovrebbero raggiungere nel 2007/2008 405 milioni di tonnellate, il loro minimo in 25 anni, 21 milioni di tonnellate in meno rispetto al livello già assai ridotto dell’anno precedente.

"Qualsiasi calo ulteriore – si legge nel rapporto – causato da condizioni meteorologiche negative, soprattutto nei paesi esportatori, farà prolungare l’attuale situazione di ristrettezza del mercato, contribuirà ad ulteriori rincorse dei prezzi ed esacerberà le difficoltà economiche con cui già molti paesi stanno facendo i conti".

 

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