PREZZI. Farmaci, Coop: “La liberalizzazione è un bene per i consumatori”

Per la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani gli aumenti di prezzo dei farmaci rappresentano "un risultato lontano" dalle aspettative create dalle liberalizzazioni mentre "le cooperative che operano nella grande distribuzione hanno un regime fiscale ben più favorevole di quello applicato alle farmacie e questo si riflette su quanto alla fine paga il cittadino". Ma la Coop non ci sta e replica: "Quanto ai presunti sgravi fiscali di cui le cooperative, a detta della Fofi, godrebbero ricordiamo che il regime a cui le cooperative sottostanno è stato recentemente cambiato e le differenze sostanzialmente ridotte e che la ragion d’essere del diverso trattamento fiscale è compensata da una serie di doveri a cui le cooperative sottostanno. Primo fra tutti la non ripartizione degli utili".

Continua così la polemica scatenata dall’indagine di Altroconsumo sul prezzo dei farmaci da banco. La Coop interviene nel dibattito sottolineando i benefici portati dalle liberalizzazioni e il risparmio creato dall’introduzione dei due farmaci a marchio Coop. "La liberalizzazione sulla vendita dei farmaci otc e sop è un bene a vantaggio dei consumatori, esattamente come è già successo e succede in altri Paesi europei e negli Stati Uniti, e non è affatto vero che ha provocato pochi effetti – afferma la Coop – I nostri dati dicono esattamente il contrario. Abbiamo aperto 90 corner salute (saliranno a 94 a fine anno), 280 i farmacisti assunti. Il risparmio medio che abbiamo generato per i nostri soci e consumatori è pari a -22,5% rispetto alle farmacie. Se non bastasse, con i 2 nuovi farmaci a marchio (acido acetilsalicilico-acido ascorbico in assortimento da maggio 2008 e paracetamolo uscito a giugno 2009), che coprono il 2% delle vendite, le differenze di prezzo possono raggiungere il 60%."

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