PREZZI. Farmaci, MDC: “Aumentati per la fine del blocco”

"Le affermazioni di Federfarma, secondo cui l’aumento dei prezzi dei farmaci sarebbe il fine a cui tendevano le liberalizzazioni di Bersani sono ridicole e tendenziose. E spiace che a offrire l’occasione per queste clamorose bugie sia un’indagine condotta da Altroconsumo, autorevole associazione di consumatori, che dal canto suo parla di "strani effetti della liberalizzazione"": è quanto dichiara Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino, di fronte all’indagine realizzata da Altroconsumo sul prezzo dei farmaci da banco e alle reazioni che ne sono conseguite. Secondo MDC, infatti, i prezzi sono aumentati non certo per effetto delle liberalizzazioni ma per la fine del blocco dei prezzi: farmacie, parafarmacie e punti vendita sono formalmente liberi di applicare il prezzo che vogliono.

"In realtà – continua Longo – sia Altroconsumo che Federfarma ignorano o dimenticano che dal 1° Gennaio 2008 è terminato il blocco dei prezzi dei listini industriali, che era in atto dal 2004, come stabilito dalle Finanziarie precedenti. Gli aumenti dei prezzi al consumo segnalati da Altroconsumo e dal Corriere della sera, quindi, non possono essere attribuiti alla liberalizzazione, che invece permette proprio quella differenziazione dei prezzi evidenziata dall’indagine". Per MDC, il consumatore può avere varietà di prezzi e maggiore scelta proprio grazie alla concorrenza che si dispiega fra grande distribuzione, farmacie e parafarmacie.

"Gli aumenti dei prezzi delle confezioni di medicinali da banco fino all’8% negli ultimi due anni – conclude il presidente del Movimento Difesa del Cittadino – non sono quindi da attribuire alle parafarmacie – che in alcuni casi hanno ridotto i loro margini per essere competitivi – né alla liberalizzazione della vendita, bensì alle industrie che hanno approfittato della fine del regime di blocco dei prezzi industriali".

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