PREZZI. Federconsumatori e Adusbef: nei centri turistici l’acqua costa il 72% in più

Nelle località turistiche una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo costa in media il 72% in più rispetto alle città. Un pacchetto di caffè vede salire il prezzo del 29%. Un kg di pasta può avere un prezzo superiore del 39% rispetto alla stessa pasta acquistata fuori dai centri turistici. I prezzi dei prodotto da campeggio – piatti, bicchieri, tovaglioli di carta, fornelli e tutto quello che può servire in tenda o in camper – costa dal 16% al 50% in più. Stesso andamento per i prodotti per l’igiene, dal bagnoschiuma al dentifricio. "Il caro spesa nelle località turistiche rischia di non far tornare i conti della vacanza", affermano Federconsumatori e Adusbef, sottolineando che per entrare nei limiti di spesa di vacanze sempre più spesso all’insegna del risparmio – in campeggio, in affitto, nella casa di amici o parenti – è necessario considerare i prezzi applicati a tutti quei prodotti che non si possono fare a meno di acquistare ma che, nelle località turistiche, costano di più.

"Bisogna tenere presente, infatti, che i prezzi applicati nelle località turistiche, molto spesso, sono di gran lunga superiori a quelli consueti, anche fino al 72%", affermano le due associazioni. Secondo un monitoraggio fatto dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori, "i prezzi più elevati nelle località turistiche sono soprattutto quelli relativi ai generi alimentari; impressionante la "maggiorazione" del prezzo dell’acqua (1,5 lt) che varia da 90 cent in città a 1,55 Euro nei centri turistici". Meglio dunque comprare quello che serve prima di partire e, per i prodotti freschi, fare la spesa fuori dai centri turistici.

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