PREZZI. Federconsumatori: pausa pranzo, più 116% rispetto al 2001

La pausa pranzo è aumentata dell’8% rispetto all’anno scorso e del 116% rispetto al 2001. Conseguenza: si ricorre sempre più spesso al pranzo al sacco. A dare nuovi dati sull’appuntamento "salato" degli italiani con il pranzo consumato fuori casa per esigenze di lavoro è l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha monitorato i prezzi applicati nei bar e nei punti di ristoro self service: "Ad aumentare rispetto al 2009 sono soprattutto i primi e i secondi, con rincari tra il 6 ed il 12%. Cresce, inoltre, il costo del caffè, già aumentato del 6%, ma che, nei prossimi mesi, potrebbe subire ulteriori rincari, a causa dell’aumento del costo della materia prima. Un pasto tipo: acqua, piatto di pasta, macedonia e caffè consumato in un bar/self service può arrivare a costare 11,95 euro al giorno, per un totale di 262,90 euro al mese, ben 18,70 euro (pari all’8%) in più rispetto allo scorso anno. Ma la differenza è davvero notevole se si fa il raffronto con il 2001: lo stesso pasto costava al giorno 5,53 euro, pari a 121,66 euro al mese, ben il 116% in meno rispetto ad oggi".

In particolare, dal confronto emerge che mezzo litri di acqua costava 52 centesimi nel 2001 e adesso costa 1,60 euro; per un piatto di pasta si pagava 2,32 euro nel 2001, ora servono 5,60 euro; il dessert al piatto ha conosciuto un rincaro da 2,07 euro a 3,80 euro, e anche il caffè non ha fermato la corsa al rialzo, passando dai 62 centesimi del 2001 agli attuali – in media – 95 centesimi.

"Alla luce di questi rincari, in tempo di crisi, – afferma l’Osservatorio – sono sempre di più, quindi, i consumatori che rinunciano alla "pausa pranzo" nei punti self service/bar e preferiscono portarsi il pranzo da casa, oppure acquistarlo direttamente nei negozi".

Comments are closed.