PREZZI. Fipe-Confcommercio: aumenta il costo della Margherita, cala quello del caffè

È nella provincia di Milano che il prezzo della Margherita è salito maggiormente, ma in compenso è calato quello dell’espresso. A rilevarlo è un’indagine del centro studi di Fipe-Confcommercio del 2004 che ha analizzato il settore dei pubblici esercizi e la variazione tendenziale a febbraio 2007 dei prezzi del caffè e della pizza in Italia.

A livello generale sono più numerosi i capoluoghi dove il costo della bevanda più amata degli italiani è diminuito, a partire da Campobasso con un ribasso del 2,85% (da 73 a 71 centesimi per la consumazione al banco) e a chiudere con Potenza dove il ribasso è stato dello 0,05%. Il maggior ribasso, quello di Campobasso, non coincide però con il prezzo più basso. Infatti, a Bari, città dove il rincaro è stato più basso (0,09%) il prezzo è fermo 64 centesimi, così come l’aumento maggiore, registrato a Perugia con il 2,52% (da 75 a 77 centesimi) non coincide con il prezzo più alto imposto da Bolzano con 97 centesimi.

Lo studio rileva, inoltre, che le città con la più alta percentuale di bar ogni mille abitanti non sono quelle del Sud (dove la tradizione è molto più sentita), ma due città del Nord: Como e Mantova con il 4,9%. Mentre è proprio la capitale dell’espresso, Napoli la città di provincia ad avere è un numero di bar in rapporto agli abitanti fra i più bassi d’Italia e dove il prezzo del caffè è aumentato dell’1,38%.

E per la pizza? Stesso discorso: secondo Fipe-Confcommercio, se Brescia fa notizia per l’aumento del 77,66%, va precisato che il prezzo dopo l’aumento (da 4,33 a 7,70 euro) è comunque più basso di quello di Milano, la più cara, con 9,46 euro, Venezia (€8,94), Padova (€8,48) e Roma (€8,37). La pizza più economica si mangia a Reggio Calabria (5,43 euro contro i 5,51 dell’anno precedente, per una variazione negativa dell’1,48%), seguita da Napoli (€5,91) e Potenza (€5,99).

"L’indagine dimostra ancora una volta – commenta Lino Enrico Stoppani, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi – che è il mercato a stabilire le regole. Era impossibile che a Brescia si potesse continuare a pagare 4,33 euro per una pizza. L’aumento di oltre il 77% che a una prima impressione potrebbe far urlare al rincaro è soltanto un livellamento ai prezzi di mercato".

Comments are closed.