PREZZI. Fipe-Confcommercio: perplessità sul calcolo dell’inflazione italiana

"Il paniere su cui viene calcolata l’inflazione italiana desta più di qualche perplessità". Ad affermarlo è il rapporto "L’inflazione in Europa dopo il changeover" pubblicato dall’Ufficio Studi Fipe-Confcommercio. Nello specifico: è troppo "modesto il peso delle spese per l’abitazione e troppo elevato quello delle spese per i servizi ricettivi e di ristorazione".

Il capitolo "Acqua, elettricità e combustibil" in Italia presenta un peso pari a soltanto il 103,3 mentre in Germania è del 226,6 e in Francia del 148,3. Come mai? La "giustificazione" risiede secondo Fipe-Confcommercio nella circostanza che l’82% delle famiglie in Italia vive in case di proprietà. E così mentre nel paniere viene considerata la spesa per l’affitto che grava soltanto sul 18% delle famiglie, non altrettanto si fa con il costo dei mutui necessari quantomeno all’acquisto dell’abitazione principale.

"Affermare che la casa in cui si vive – si legge el rapporto – non abbia valore d’uso quando se ne è proprietari è una contraddizione in termini. Con questi presupposti qualsiasi variazione nei costi delle rate dei mutui sono assolutamente neutrali ai fini del calcolo del costo della vita".

Per ciò che concerne i "Servizi ricettivi e di ristorazione" l’Italia è il paese che presenta il peso più alto per tale comparto (114,3), circa il doppio di quello attribuito in Germania (54,53) e Francia (71,34). La differenza tra Italia e Francia dipende quasi esclusivamente dal fatto che il peso del capitolo è in Italia pari all’11,43% e in Francia al 7,13%. Nel confronto con la Germania influisce, al contrario, anche la diversa velocità nella dinamica dei prezzi. C’è da dire, tuttavia, che il peso di questo capitolo è in Italia più del doppio di quello tedesco (11,43% contro 5,45%).

Inoltre negli anni i pesi riferiti alla ristorazione in Germania e Francia sono andati diminuendo, in Italia, invece, hanno continuato a crescere, passando da 102,9 nel 2002 a 114,3 nel 2007.
"Considerando il rapporto – ha commentato Fipe-Confcommercio – tra consumi alimentari in casa e fuori casa come un indicatore del livello di modernizzazione di un Paese riesce difficile ritenere che l’Italia sia, sotto questo profilo, più avanti della Francia, paese in cui la tradizione del fuori casa è ampiamente conosciuta".

In generale, l’inflazione italiana è allineata alla media europea. In Germania il comparto a maggior tasso d’inflazione è stato quello dell’istruzione con un +35,2. In Francia e Italia i maggiori tassi di crescita dei prezzi hanno interessato i capitoli "’abitazione" e "trasporti" con rispettivamente +19,3% e +16,6% per la Francia e +20,2% e +16,4% per l’Italia.

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