PREZZI. Frutta take-away, rincari del 2% e una macedonia costa il 5% in più del 2010

La frutta già pronta, quella che si consuma take-away per rinfrescarsi dal caldo estivo, è diventata quasi un "bene di lusso", avendo subito un rincaro del 2% rispetto all’anno scorso. E’ quanto risulta da un’indagine dell’Adoc che ha coinvolto diversi tipi di frutti, dai classici melone e cocomero ai più esotici papaya e frutto della passione, registrando ovunque aumenti, che sfiorano anche il 6%.

"Registriamo aumenti incontrollati – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – è irragionevole che una singola porzione di melone costi 1,69 euro quando, comprando l’intero frutto da un grossista, da cui si possono ricavare una decina di spicchi, se ne spendono al massimo 0,60 euro. In questo modo, il ricarico a favore del commerciante è del 175%. Consigliamo ai cittadini di tenere in considerazione questi dati e, se possibile, di acquistare la frutta al mercato prima della rinfrescante passeggiata serale. Sono prezzi assolutamente fuori mercato, pagare 3,80 euro per una macedonia esotica, il cui costo è aumentato del 5,5% e non rappresenta certo il valore del prodotto, spesso composto da pochi pezzi di frutta, è un’esagerazione. Sproniamo i consumatori a valutare con attenzione i prezzi esposti, soprattutto in rapporto al bene offerto".

Nel turbinio di aumenti è stata coinvolta anche la romana grattachecca, ormai reperibile in tutta Italia, ma a caro prezzo (2,30 il minimo, +1,4% di aumento medio rispetto allo scorso anno), e lo spiedino di frutta, un accattivante mix di sapori dolci al "modico" costo di 2,00 euro. Un vero e proprio salasso per qualche minuto di freschezza.

 

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