PREZZI. Garante: “Nessun rialzo ingiustificato”. La replica delle Associazioni dei Consumatori

"Al momento non ci sono fenomeni speculativi gravi e così diffusi in conseguenza della decisione dell’aumento dell’iva dell’1% avviato nel settembre scorso e le segnalazioni sono solo decine, non migliaia". E’ quanto ha affermato il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Roberto Sambuco, sostenendo che si dovrà attendere il 21 ottobre quando l’Istat fornirà le rilevazioni ufficiali sull’effetto reale dell’aumento sui prezzi.

Sambuco ha ricordato che per mercoledì prossimo è stato convocato un "tavolo anti speculazione che coinvolge tutte le associazioni che hanno a che fare con vendite di prodotti, commercianti, artigiani, cooperative, consumatori, Confindustria, sindacati e Istat".

Non la pensa allo stesso modo il Codacons che definisce la dichiarazione del Garante "gravissima" aggiungendo che "dimostra anche la totale inutilità di un ufficio, quello del garante, che non solo non è capace di garantire un bel nulla, non solo non è in grado di fare rilevazioni statistiche autonome, ma che, evidentemente, non sa nemmeno a leggere i dati Istat, visto che a settembre c’è già stato un aumento dell’inflazione dal 2,8 al 3,1%, nonostante il dato incorporasse solo parzialmente gli incrementi Iva, visto che la gran parte delle rilevazioni erano dal 1° al 21 del mese e l’aumento dell’Iva era scattato solo dal 17".

Per queste ragioni il Codacons chiede l’eliminazione dell’ufficio di Mr prezzi, una struttura non solo inutile ma addirittura dannosa, viste le dichiarazioni lunari, e chiede che le sue competenze siano passate ad una autorità vera, quella della Concorrenza e del mercato.

Secondo l’Associazione nelle principali città italiane gli incrementi che fluttuano tra l’1,33% ed il 4,17%, a fronte di un rialzo che, senza arrotondamenti, avrebbe dovuto invece essere solo dello 0,83333%. In media gli aumenti di questi prodotti alimentari, per la pulizia della casa e per l’igiene personale è pari al 2,79%, ossia a più del triplo rispetto a quanto matematicamente avrebbe dovuto essere.

Anche per Federconsumatori e Adusbef si tratta di "una presa di posizione incomprensibile". Le Associazioni, inoltre, chiariscono che "la vera rilevazione non deve essere effettuata verificando la corretta applicazione della percentuale dal 20 al 21%, bensì deve comparare il prezzo antecedente ed il prezzo applicato dopo l’aumento dell’IVA". Gli aumenti dei prezzi che l’Osservatorio di Federconsumatori sta registrando non sono dovuti solo a cause dirette (ovvero il passaggio dell’IVA al 21%), bensì anche all’aumento dei costi derivanti da una componente importante del prezzo finale che è quella relativa al trasporto, aumentata per via dei rincari dei carburanti.

Comments are closed.