PREZZI. Grano, crescita inarrestabile: un Kg costa più di 0,31 euro

La corsa del grano sembra non avere fine. Anche oggi si registra un traguardo record della materia prima: oltre 31 centesimi di euro al Kg, quota raggiunta alla fine delle contrattazioni al Chicago Board of Trade. Speculazioni, costo del petrolio e riduzione delle scorte disponibili fra i fattori determinanti questa escalation. Secondo Coldiretti occorre prendere atto dei cambiamenti del mercato e dell’economia mondiale, che pongono l’agricoltura in una posizione centrale, sia nella fornitura di beni alimentari che nello sviluppo delle energie alternative. Ciò richiede un sostegno per la crescita del settore a livello nazionale e comunitario. La proposta della confederazione è la programmazione di filiera, possibile grazie "alla flessibilità introdotta con la riforma della politica agricola comune e all’abbandono da parte delle industrie di comportamenti speculativi".

Anche la Cia (Confederazione italiana agricoltori) attribuisce i rincari del grano a manovre mirate a far "lievitare ad arte le quotazioni" in ambito internazionale. "Siamo in presenza – denuncia il presidente della Cia-Giuseppe Politi – di aumenti artificiosi di cui gli agricoltori non hanno alcuna responsabilità. I produttori italiani hanno venduto e consegnato il grano nel luglio scorso a prezzi decisamente inferiori di quelli oggi praticati sui mercati. Il prodotto è nelle mani degli stoccatori, di grandi società commerciali che alimentano le tensioni sui prezzi, provocando incertezze e giustificati allarmi". Secondo Politi, l’Europa deve predisporre un piano in materia di approvvigionamenti, in grado di rispondere alle esigenze sia dei consumatori che dei produttori.

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