PREZZI. I Gestori Agip si mobilitano contro ENI

I benzinai protestano contro ENI "che scarica i costi della distribuzione sui consumatori". Da questa mattina e per tutta la settimana, sui circa 4300 impianti dell’azienda "pubblica", i Gestori stanno attuando un’azione dimostrativa, sospendendo la validità della clausola sul prezzo massimo di rivendita che, a partire dal 2002, ha consentito di contenere in modo determinante le spinte al rialzo dei prezzi dei carburanti. La mobilitazione è stata proclamata dalle organizzazioni di categoria, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio. Lo rendono noto i benzinai in un comunicato congiunto.

"ENI – si legge nella nota – opponendo un cieco ed immotivato rifiuto a consentire di rinnovare gli accordi di categoria scaduti da due anni, sta, di fatto, costringendo i Gestori ad aumentare i prezzi dei carburanti, scaricando, in questo modo, i costi della distribuzione direttamente sui consumatori".

Le organizzazioni di categoria hanno precisato che "si tratta di un’azione al momento solo dimostrativa, tesa a scongiurare quelle conseguenze strutturali negative sul piano dei prezzi dei carburanti, che non potrebbero che realizzarsi ove l’ENI non decidesse di ritornare rapidamente sulle posizioni di chiusura rispetto al rinnovo delle intese economiche".

Inoltre, è confermata la chiusura degli impianti per le giornate del 25 e 26 novembre.

 

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