PREZZI. Inflazione + 0.3%. Consumatori: grave e intollerabile

Nel mese di luglio, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese di giugno 2011 e del 2,7% nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente (lo stesso valore registrato a giugno).

Grave ed intollerabile il tasso di inflazione al +2,7%. Un andamento ormai incontrollato, che determina ricadute sempre più onerose per le famiglie, riducendone il potere di acquisto: la stangata prevista nel 2011 per prezzi e tariffe, secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ammonterà a +1461 Euro e avrà ricadute sui consumi che inevitabilmente faranno registrare una notevole diminuzione.

Coldiretti, invece, denuncia l’aumento del prezzo medio della frutta(+1.6% su base annua): "Mentre i prezzi della frutta riconosciuti al produttore in campagna crollano – denuncia la Coldiretti – per i consumatori sugli scaffali del supermercato aumentano. Si tratta del risultato – precisa la Coldiretti – delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano nel passaggio della frutta dal campo alla tavola. A pesare è stato senza dubbio l’andamento meteorologico che ha provocato la maturazione contemporanea di produzioni diverse, ma non va dimenticata l’emergenza Escherichia Coli, il "batterio killer", e la conseguente psicosi che hanno portato a un contenimento dei consumi. Ma sotto accusa ci sono soprattutto l’inadeguatezza delle normative comunitarie per la prevenzione e la gestione delle crisi di mercato e la distribuzione commerciale. Al di la dei fattori congiunturali, "occorre intervenire sulle strozzature e distorsioni che si verificano nel passaggio dell’ortofrutta dal campo alla tavola che sottopagano il nostro prodotto su valori insostenibili al di sotto dei costi di produzione e rendono troppo onerosi gli acquisti per i consumatori che spesso sono costretti a rinunciare ad alimenti indispensabili per la salute gli acquisti", ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che "ci vuole una assunzione di responsabilità dell’intera filiera che segue il prodotto da quando esce dall’azienda fino a quando arriva sul banco dei supermercati" perché nella forbice dei prezzi dal campo alla tavola c’è sufficiente spazio per garantire reddito ai produttori e consentire acquisti al giusto prezzo per i consumatori.

Confesercenti fornisce, infine, una lettura diversa del dato: "Una notizia buiona a metà" sostiene l’Associazione "in quanto mentre l’economia ed i consumi continuano a ristagnare e quindi restano in folle i prezzi dei beni energetici invece vanno a tutto gas, confermandosi come la vera piaga della crescita dell’inflazione di questi mesi. In questo contesto va detto che le misure sulla ristrutturazione della rete distributiva contenute nella manovra dimostrano la loro palese inutilità e l’aumento delle accise una chiara corresponsabilità nella crescita del tasso di inflazione del comparto trasporti. Occorre invece un progetto di vera liberalizzazione come quello propugnato fra gli altri dalla Faib Confesercenti e che è approdato in Parlamento. Quel disegno di riforma ha infatti tutte le carte in regola per fermare la corsa dei prezzi dei carburanti, raffreddare la loro influenza sul resto della filiera, invertire la rotta dando così risposte positive ai cittadini ed alle esigenze di modernizzazione del Paese".

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