PREZZI. Inflazione, Lirosi: “Intensificare la sorveglianza”. I commenti delle categorie

"Il dato provvisorio rilasciato oggi dall’Istat sull’inflazione al 2,9% a febbraio conferma il preoccupante impatto negativo sui prezzi al consumo dei beni e servizi di prima necessità che, anche in Italia come nel resto d’Europa, è determinato dall’onda lunga del caro petrolio e del caro grano a livello internazionale". Il Garante per la Sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, commenta così la fotografia scattata dall’Istituto di statistica. Non sono mancate le reazioni delle categorie: doppio prezzo per contrastare i rincari e farmers market in ogni città sono le proposte degli agricoltori di fronte ai nuovi dati Istat sull’andamento dell’inflazione. Confesercenti invece ammonisce: "basta con i processi sommari ai commercianti".

"Per imprimere un cambiamento – sottolinea Lirosi – è assolutamente necessario intensificare la sorveglianza per evitare comportamenti speculativi e attivare iniziative di contenimento dei prezzi come quelle portate avanti da alcune Regioni e Comuni. Elemento strategico nella lotta al caro vita è portare avanti un serrato confronto con le categorie per ottenere impegni formali a limitare gli incrementi dei prezzi ed evitare aumenti generalizzati. Questo metodo è stato messo in opera con successo alla fine di gennaio quando, d’accordo con il Ministero delle politiche agricole, è stato convocato il tavolo di confronto sulle carni, ottenendo l’impegno di alcune categorie del commercio a ridurre i prezzi del pollame. E trova ora una prima corrispondenza nei dati Istat che registrano, in generale, la stabilità dei prezzi delle carni e, in particolare, una diminuzione dello 0,5% sul pollo. Questo in un quadro di sostanziale e preoccupante aumento dei prezzi dell’intero comparto alimentare."

La Cia-Confederazione italiana agricoltori propone il doppio prezzo. "I dati Istat sull’inflazione di febbraio e in particolare i forti aumenti registrati nel settore degli alimentari impongono immediati interventi per contrastare i rincari. Per tale ragione riproponiamo il doppio prezzo (origine e dettaglio) sui cartellini di vendita degli agroalimentari, l’istituzione di Osservatori a livello regionale e nazionale, controlli più severi in modo da combattere qualsiasi tentativo di speculazione e rapporti più organici nella filiera": questo il commento del presidente della Cia Giuseppe Politi. "L’elevato incremento dei prezzi dei prodotti alimentari (più 5 per cento rispetto a febbraio 2007), il più alto dal 1996 evidenzia – afferma – l’esigenza di riequilibrare il mercato e soprattutto di ridurre la forbice, oggi molto ampia, tra i prezzi praticati sul campo e quelli al consumo". La Cia propone inoltre "un sistema informativo degli andamenti dei prezzi in tempo reale" e chiede di costituire a livello nazionale e regionale "Osservatori prezzi che dovranno essere partecipati dalle organizzazioni agricole ed avere il compito di acquisire, sulla base di metodologie comuni, per i più significativi prodotti, le quotazioni dei prezzi nelle diverse fasi, dall’azienda al consumo. Le quotazioni dovranno essere diffuse in tempio reale come strumento di informazione per gli agricoltori, innanzitutto, e per i consumatori".

"Realizzare almeno un farmers market (mercato esclusivo degli agricoltori) per ogni comune italiano per la vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti per arrivare a coprire almeno il 10 -15 per cento della spesa alimentare": questa la proposta della Coldiretti, contenuta nel documento per la prossima legislatura predisposto dalla giunta nazionale dell’organizzazione.

"Basta con i processi al commercio": è quanto sottolinea invece Confesercenti in una nota. "In un anno il prezzo del grano è salito del 140%, quello del petrolio di circa il 40% in dollari. La valanga degli aumenti delle materie prime sta destabilizzando i prezzi a valle ed incide pesantemente sui costi che le imprese devono sopportare – afferma – Basta con i processi sommari al commercio, non si sottovaluti il fatto che comunque l’inflazione in Italia resta sotto la media europea. Semmai va sottolineato che se non ci fosse stato senso di responsabilità da parte degli esercenti sarebbe stata inimmaginabile un’inflazione ferma a febbraio al 2,9%. Dovremmo invece tutti preoccuparci molto per il dato dell’Istat sulla bassa crescita del Pil all’1,5% nel 2007 e per la soffocante pressione fiscale al 43.3%".

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