PREZZI. Inflazione a Marzo, i commenti dei Consumatori

Pane, pasta e carburanti fuori controllo. Dopo la diffusione dei dati Istat sui prezzi al consumo del mese di marzo, non si fanno attendere le dichiarazioni delle associazioni dei Consumatori. Secondo Adubef e Federconsumatori, le stime dell’Istituto nazionale di Statistica sarebbero ben al di sotto dei valori effettivi: +8,9% dei prodotti di largo consumo contro il +3,3% rilevato ufficialmente. Intanto il Codacons lancia un appello al prossimo Premier Silvio Berlusconi, chiedendo la realizzazione di un apposito dipartimento a tutela dei cittadini.

"Finalmente anche l’Istat – dichiarano Adusbef e Federconsumatori – si è accorta degli aumenti eccezionali che si sono verificati di pane, pasta, latte, carburanti e trasporti! Secondo l’Istituto di statistica, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 3,3% rispetto a marzo dello scorso anno, ma a noi tale dato risulta fortemente sottostimato. Dai nostri osservatori e dai nostri calcoli il tasso medio è del 5,8%, mentre quello relativo ai prodotti di largo consumo dell’8,9%. Solo per la spesa alimentare, infatti, si registrano aumenti pari a 445,00 € annui, mentre, per i costi energetici, una famiglia italiana dovrà far fronte a rincari di 600,00 € l’anno! Se aggiungiamo i prossimi aumenti di gas ed elettricità stabiliti e l’aumento dell’euribor al 4,70% che provocherà ulteriori aumenti delle rate mensili dei mutui, ci troviamo di fronte a una situazione gravissima che, purtroppo, da ragione alle nostre denunce e sottolinea l’urgenza di iniziative utili a fronteggiare questa emergenza nazionale. Paradossale risulta, inoltre, che mentre tutti consumi delle famiglie stanno diminuendo, i prezzi seguitano ad aumentare! Ovviamente questo è da imputare a comportamenti anomali e speculativi, solo in parte giustificati dagli aumenti delle materie prime".

Le due associazioni suggeriscono di: continuare ad operare, mediante verifiche e controlli gestiti dal Garante dei Prezzi, al fine di arginare i fenomeni di speculazione; estendere a tutto il territorio nazionale accordi per bloccare i prezzi di alcuni prodotti; attivare strumenti di informazione diretta e gratuita, per i cittadini, sui prezzi dell’intera filiera, come il progetto Sms Consumatori, che prenderà avvio a breve. "Ma fondamentale rimane – concludono Adusbef e Federconsumatori – che si realizzi come primo, concreto, atto da parte del nuovo Governo, in coerenza con quanto promesso in campagna elettorale, una manovra, che utilizzi anche strumenti fiscali, per restituire potere di acquisto ai percettori di reddito fisso più disagiati, lavoratori e pensionati, per incrementarlo di almeno 1000 € annui".

Dal canto suo Codacons chiede al prossimo Governo l’istituzione di un "dipartimento ad hoc dedicato esclusivamente ad analizzare e risolvere in modo concreto le problematiche dei consumatori, a partire dalla corsa folle dei prezzi". "Un dipartimento – afferma il Presidente dell’associazione, Carlo Rienzi – che esiste addirittura in Messico (Profeco) e che, a differenza di Mister Prezzi, dovrà avere reali possibilità di intervento su prezzi e tariffe, e la capacità di elevare sanzioni pesantissime contro le speculazioni". "Il dato diffuso oggi dall’Istat – conclude Rienzi – di un’inflazione al 5,2% solo per alimentari, carburanti e spese per la casa, fa rabbrividire, e deve portare Berlusconi e la sua maggioranza ad una seria riflessione sull’argomento considerato che di questo passo a fine anno si concretizzerà una maxi-stangata pari a 1.300 euro a famiglia".

 

 

 

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