PREZZI. Inflazione all’1,3%, Consumatori: dato grave, in calo acquisti alimentari

Inflazione all’1,3%, calo dello 0,3% degli alimentari. I dati dell’Istat rappresentano una buona notizia? No secondo le associazioni dei consumatori, che denunciano la contrazione dei consumi – alimentari compresi – e la loro ulteriore flessione per il 2010.

Commentano infatti Federconsumatori e Adusbef: "La conferma del tasso di inflazione all’1,3% rappresenta, come sottolineiamo da tempo, un dato estremamente grave per la nostra economia e per il benessere delle famiglie. Mentre i consumi si contraggono, le vacanze sono sempre più un miraggio per la maggior parte delle famiglie, l’onda lunga di cassa integrazione e licenziamenti non accenna ad arrestarsi, incidendo sempre di più sulla capacità di acquisto delle famiglie, i prezzi in crescita dell’1,3% rappresentano un fattore completamente in controtendenza rispetto all’andamento economico. L’inflazione a questi livelli desta grande preoccupazione viste le ricadute di 390 euro annui che comporterà per ogni famiglia".

"Di fronte e tale situazione è indispensabile intervenire, anche qui, andando in controtendenza – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef – Anziché aumentare le tariffe, ad esempio quelle autostradali, bisognerebbe bloccare prezzi e tariffe, agendo, di pari passo, per eliminare e sanzionare le speculazioni."

L’Adoc prevede una ulteriore riduzione dei consumi pari al 3% a fine 2010. "Il ribasso dei prodotti alimentari deriva in gran parte dal calo degli acquisti degli stessi – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – le famiglie sono allo stremo, non sono più in grado di sostenere la spesa alimentare. C’è l’esigenza di un confronto con il Governo sul tema dei prezzi e delle tariffe, aumentate praticamente in tutti i settori, dall’energia alla casa, dai servizi ai trasporti. Il reddito delle famiglie ne risente gravemente, i costi per i trasporti è urgente l’avvio della riforma delle rete di distribuzione dei carburanti, assorbono il 15% delle entrate, mentre oltre la metà viene destinato alle spese di affitto o mutuo della casa e il 20% se ne va per la spesa alimentare. E’ urgente, quindi, l’avvio della riforma delle rete di distribuzione dei carburanti, non solo al fine di contrastare il caro benzina ma anche per arrivare ad un taglio del 15% dei prezzi dei prodotti alimentari entro un anno, visto che questi sono per l’80% trasportati su gomma".

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