PREZZI. Inflazione boom: parlano agricoltori, esercenti e consumatori

Gli agricoltori sottolineano i rincari sui prodotti ortofrutticoli (ciliegie dal Cile a 28 euro al chilo) e ribadiscono la richiesta del doppio prezzo. I consumatori denunciano spese di 850 euro in più a famiglia per la famiglia media. Gli esercenti puntano contro gli aumenti a due cifre di benzina e gasolio e denunciano la "speculazione internazionale sull’energia". Non mancano le reazioni agli ultimi dati dell’Istat relativi all’inflazione, salita a gennaio al 2,9%.

A fronte di un aumento tendenziale del 4,5%per prodotti alimentari e bevande, Coldiretti sottolinea come all’aumento del costo di gasolio e benzina (che fa impennare i prezzi dei prodotti fuori stagione provenienti da lunghe distanze) si affianchino le speculazioni nel percorso dal campo alla tavola. E così si possono avere rincari del 300% per l’ortofrutta. Le ciliegie provenienti dal Cile, denuncia Coldiretti, sono vendute sugli scaffali a 28 euro al chilo e l’uva del Sudafrica a 12 euro al chilo, "mentre agli agricoltori italiani per finocchi, broccoli, bietole, indivie e cime di rapa vengono riconosciuti pochi centesimi che diventano euro quando li acquistano i consumatori al mercato". L’associazione si sofferma inoltre sull’inserimento nel paniere Istat delle insalate pronto uso che "trovano spazio nel carrello della spesa di quasi un italiano su due (43,3 per cento) e fanno registrare un aumento negli acquisti familiari del 4,2 per cento nel 2007, in netta controtendenza rispetto al consumo di verdure in generale (-2,6 per cento)".

"Doppio prezzo (origine e dettaglio) da applicare sui cartellini di vendita; filiere più corte e rapporti più stretti e organici tra i vari soggetti; Osservatori a livello regionale e nazionale per monitorare costantemente il mercato; interventi tempestivi e fermi da parte del garante": questo la ricetta presentata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori. "Occorre – afferma il presidente della Cia Giuseppe Politi – intervenire al più presto per frenare i sempre più consistenti e ingiustificati rincari che si generano dal campo alla tavola. Rincari che, nel caso dell’ortofrutta, arrivano anche a venti volte. Dobbiamo, insomma, correggere le anomalie del mercato che si chiamano: speculazioni e carente organizzazione". La Cia chiede inoltre un intervento fermo del Garante: "Il garante dei prezzi, che ha il compito di segnalare le anomalie dei prezzi e di avviare indagini i cui risultati saranno resi pubblici, ha un ruolo importante e deve agire sempre con la massima fermezza. Però, il problema deve essere affrontato alla radice: inefficienza della filiera e trasparenza del mercato. Due anni fa lanciammo la petizione sul doppio prezzo; ad essa, a parte alcune proposte legislative, non si è dato seguito". Per la Cia è dunque necessario "un sistema informativo degli andamenti dei prezzi in tempo reale: "Per questo proponiamo la costituzione, a livello nazionale e regionale, di Osservatori prezzi".

Confesercenti punta contro gli aumenti nel settore energia: "Gli aumenti a due cifre di benzina, gasolio e quelli delle tariffe stanno diventando devastanti per i costi che scaricano sulla filiera commerciale condizionandola pesantemente. Anche se l’inflazione italiana rimane sotto quella europea va detto che petrolio e tariffe sono diventati un vero e proprio virus da arginare. Di fronte a questi dati certamente non si possono scaricare polemiche strumentali sui commercianti che subiscono da mesi anche le conseguenze degli aumenti di materie prime come il grano. E’ ora – sottolinea l’organizzazione in una nota – che sul banco degli accusati salgano una volta per tutte i petrolieri e la speculazione internazionale sull’energia. Ma sul caro petrolio basta stare a guardare: si cominci ad agire ed il Governo tagli le accise come si chiede da tempo. Ma è anche ora che le istituzioni locali e le aziende di trasporto usino l’arma della moderazione sulle tariffe".

Quanto pesa l’inflazione per le tasche delle famiglie? Circa 850 euro per Altroconsumo. "La famiglia italiana media, per poter conservare lo stesso livello di consumo di un anno fa, ha dovuto spendere più di 850 euro (856,43 euro)": è la stima di Altroconsumo alla luce dei dati sull’inflazione diffusi dall’Istat. Per l’associazione gli aumenti per i prodotti alimentari superano i 250 euro in un anno, così come per i trasporti, mentre per la manutenzione dell’abitazione ed energia i costi sarebbero aumentati di oltre 360 euro in un anno. "Altroconsumo – si legge in una nota – sottolinea l’esigenza che le forze politiche che andranno a breve a contendersi la responsabilità di Governo si impegnino sul contenimento dell’inflazione; chiede inoltre alle autorità istituzionali competenti, come l’Antitrust e Mister Prezzi, di intervenire con urgenza". Si rivolge inoltre all’Autorità Garante per la concorrenza e il mercato: "verifichi l’andamento dei prezzi nel settore dei prodotti alimentari, in particolare pasta e pane, poiché ormai da troppi mesi si registra una crescita costante e apparentemente incontrollata del prezzo di prodotti il cui consumo è irrinunciabile e non comprimibile". E chiede l’intervento di Mister Prezzi perché "eserciti una moral suasion sul versante di alcuni servizi essenziali come per i trasporti, quelli gestiti da Autostrade e Trenitalia, che recentemente hanno aumentato le proprie tariffe, e per l’istruzione con il ridimensionamento dei tetti dei libri scolastici".

Nel 2008, la maggior spesa per una famiglia a causa degli aumenti nei vari servizi (carburanti, elettricità, gas, ferrovie, autostrade, acqua, rifiuti, assicurazioni) può oscillare dai 400 ai 700 euro, cui va aggiunto il maggior costo per la spesa alimentare: è la stima di Adiconsum, che chiede a Mister Prezzi di indagare anche sull’andamento dei prezzi dei carburanti. "L’inflazione corre nei settori più sensibili del bilancio familiare: alimentazione, abitazione, trasporti": è quanto commenta il segretario generale Paolo Landi. "A trascinare questi aumenti – afferma Adiconsum – hanno contribuito in modo rilevante le tariffe di alcuni servizi, luce, gas, ferrovie, autostrade, ma anche soprattutto le tariffe dei servizi locali (acqua, rifiuti, trasporti) che spesso sono quelle più fuori controllo. La recente indagine di Unioncamere ha evidenziato che le tariffe locali negli ultimi 10 anni sono aumentate del doppio rispetto all’inflazione e non sempre per effetto del petrolio".

 

 

 

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