PREZZI. Inflazione ferma, Consumatori: fortemente preoccupati da questo andamento

Resta ferma l’inflazione a novembre rispetto al mese precedente, mentre registra un rialzo dell’1,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Questi i dati definitivi resi noti oggi dall’Istat. Sempre a novembre, si legge in una nota, gli aumenti congiunturali piu’ significativi sono stati rilevati per i capitoli Comunicazioni (+0,7%), Abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili (+0,4%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%). Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione (-1,0%) e Trasporti (-0,1%). Gli incrementi tendenziali piu’ elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+3,9%), Trasporti (+3,3%) e Altri beni e servizi (+3,2%); una variazione tendenziale negativa si e’ verificata nel capitolo Comunicazioni (-1,6%).

"Siamo fortemente preoccupati da questo andamento, non solo perché comporterà ricadute di circa 510 Euro sui bilanci delle famiglie, già devastati dalla crisi, ma anche e soprattutto perché, a tali ripercussioni (ancora sottostimate a nostro parere), si andranno ad aggiungere prevedibili aumenti dovuti alle inique e dannose manovre adottate dal Governo" dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Aumenti che si abbatteranno specialmente per quanto riguarda i servizi locali, a partire dal trasporto locale, con aumenti dei biglietti previsti intorno al 15 – 35%, pari a ricadute da 80 a 380 Euro per i pendolari che utilizzano il servizio ferroviario per recarsi a scuola o al lavoro.

I Presidenti sottolineano che il tasso di inflazione a questi livelli è inaccettabile e del tutto in contraddizione con la situazione in cui si trovano oggi le famiglie: con cassa integrazione e disoccupazione in aumento, crollo del potere di acquisto, dal 2007 ad oggi, di ben il -9,6% (secondo i dati dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori), crollo dei consumi del -6% negli ultimi 3 anni (-1,5% nel 2008, -2,5% nel 2009 e, in previsione, -2% nel 2010), con una riduzione di spesa di circa 50 miliardi di Euro. Particolarmente grave la contrazione dei consumi alimentari e le impennate di prezzo che si registrano nello stesso settore.

Secondo Trefiletti e Lannutti è indispensabile intervenire con politiche economiche tese, prima di tutto, ad un rilancio della domanda di mercato, attraverso: un blocco delle tariffe; una riduzione dei prezzo di almeno il 15-20%; un processo di detassazione, esclusivamente per le famiglie a reddito fisso, di almeno 1200 Euro annui.

 

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