PREZZI. Inflazione, i commenti. Bersani: “Contrastare speculazioni, approvare liberalizzazioni”

Un fenomeno preoccupante a livello mondiale e sul quale bisogna "fare di più", contrastando eventuali speculazioni, approvando nuove liberalizzazioni e rafforzando i redditi da lavoro. "L’inflazione di dicembre mostra che il fenomeno è "preoccupante" a livello mondiale ma il dato tendenziale italiano è pur sempre inferiore a quello dei nostri partner europei". È quanto commenta il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, di fronte all’andamento dei prezzi fotografato oggi dall’Istat ed evidenziando che "siamo di fronte ad un fenomeno preoccupante a scala mondiale principalmente dovuto alla pressione sulle materie prime. Ciò nonostante, nella stessa Europa il tasso di inflazione resta superiore al nostro". "Per quel che ci riguarda – spiega Bersani – dobbiamo fare di più su tre versanti. In primo luogo, bisogna contrastare eventuali comportamenti speculativi; e a questo proposito abbiamo una nuova convenzione con la Guardia di Finanza, e la faremo funzionare. In secondo luogo, occorre approvare rapidamente nuove norme di liberalizzazione in campi che possono compensare i settori più esposti alle tensioni internazionali. Infine bisogna rafforzare i redditi da lavoro con operazioni in materia contrattuale e fiscale".

La stima Istat sui dati dell’inflazione – 2,6% a dicembre – ha alimentato le reazioni e i commenti da parte di associazioni di Consumatori e associazioni di categoria. Per l’Adiconsum la tendenza all’aumento difficilmente si arresterà. Non solo: per i consumatori, afferma il segretario generale Paolo Landi in una nota stampa, "l’Istat non rileva completamente la perdita del potere d’acquisto, poiché troppi sono i meccanismi che consentono di raggirare la rilevazione dell’effettivo aumento dei prezzi. In assenza di un provvedimento del Governo sia per il contenimento dei prezzi e delle tariffe che per una maggiore valorizzazione dei salari, le previsioni sono di un ulteriore calo dei consumi". Federconsumatori e Adusbef, invece, ritengono che il dato relativo all’inflazione sia più elevato e che, nel 2007, sia stato superiore al 3% con una spesa aggiuntiva per le famiglie di 994 euro. "Dopo i clamorosi errori – scrivono le due associazioni – nella definizione del tasso di inflazione nel 2002, che affermavano addirittura una discesa rispetto all’anno precedente del tasso di inflazione da 2.7 a 2.5, mentre tutte le famiglie italiane soffrivano un pressoché raddoppio dei prezzi in concomitanza con il cambio Euro/Lira a causa di manovre anomale e speculative in assenza di verifiche e controlli con il beneplacito del Governo di allora non vorremmo si ripetesse la stessa storia, cioè che in presenza di massicci aumenti, soprattutto per i beni di largo consumo e per i prodotti energetici, l’inflazione scendesse dal 2.1 del 2006 all’1.8, come oggi recita il comunicato dell’Istat".Per le due associazioni dunque il tasso di inflazione del 2007 sarebbe di circa il 2,4-3,5% su base annua.

Con i rincari dei prezzi tre italiani su quattro hanno cambiato abitudini alimentari. Variazioni nel menù della spesa, maggiore attenzione alla lettura dell’etichetta e alla provenienza dei cibi, con attenzione soprattutto a quelli locali: è quanto sottolinea la Coldiretti sulla base dell’ "Indagine 2007 Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione". "Se complessivamente la spesa alimentare è rimasta invariata (+ 0,1%) le quantità portate a casa dalle famiglie per effetto dell’aumento dei prezzi si sono ridotte dell’1,3 % – denuncia Coldiretti sintetizzando dati relativi ai primi nove mesi dell’anno – e tra gli spostamenti piu’ significativi si registra un calo nei consumi di pane (- 7%), pasta di semola (- 4,3 %), latte fresco (- 2,2 %), formaggi (-0,4 %), vino (- 8,4 %), frutta (- 2,6 %), verdura (-2,6 %), olio di semi (- 5,9 %), carne bovina (- 4 %) e suina (- 4,6 %), mentre aumenta la carne di pollo (+ 6,2 %), le uova (+ 5,3 %), yogurt (+ 4,2 %), l’acqua (+ 1 %) e l’olio extravergine (+ 1,8 %)". La Cia – Confederazione Italiana Agricoltori denuncia i rincari e le speculazioni sugli alimentari con aumenti record anche di venti volte dai campi alla tavola e aumenti "ingiustificati" per i generi di prima necessità. "I nuovi forti rialzi registrati dai prezzi dei prodotti alimentari (più 4,1% a dicembre rispetto allo scorso anno) confermano che siamo in presenza di rincari selvaggi e di pure speculazioni, in quanto le quotazioni sui campi negli ultimi mesi si sono mantenute pressochè stabili e per alcuni settori, come quello dei cereali, dopo gli aumenti dell’estate, si sono avute diminuzioni, con punte anche del 25 per cento". La proposta? Rigorosi controlli da parte delle autorità e il doppio prezzo.

Per la Confcommercio l’inflazione non diminuirà nel breve periodo: il dato "conferma come la tendenza alla ripresa del processo inflazionistico, fenomeno comune a tutti i Paesi europei, non si sia ancora esaurita delineando una situazione che non sembra destinata a modificarsi nel breve periodo in considerazione del permanere di elevate tensioni sul mercato del petrolio e di alcuni aumenti già attuati per alcuni beni e servizi di pubblica utilità quali ferrovie, autostrade, luce e gas".

La Confesercenti chiede l’arbitrato dell’Unione europea per fare chiarezza sui prezzi. "Il dato dell’inflazione a dicembre ci mostra quanto devastante sta diventando il costo dell’energia per i riflessi pesanti che ha sulle dinamiche di tanti prezzi, dall’alimentare alle tariffe – afferma Confesercenti – E’ il nodo principale da aggredire ma sembra che questo paese non ne prenda coscienza e resti paralizzato da immobilismi e veti di ogni tipo che impediscono di affrancarsi dalla schiavitù del caro-petrolio. Detto questo però va anche rilevato che l’inflazione in Italia corre meno in Europa. Ma serve comunque una grande svolta se si considerano anche le altre tensioni internazionali sui prezzi, i salassi delle tariffe su famiglie ed imprese, le rigidità di un sistema che vede il trasferimento di oltre l’80% per cento delle merci su gomma". La Confesercenti "chiede al Governo di proporre all’Unione Europea di farsi carico di un arbitrato sopra le parti per verificare la reale dinamica di prezzi e tariffe e per individuare anche quei privilegi che alimentano il fuoco dell’inflazione".

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