PREZZI. Inflazione in calo, Cia: “Sui campi in diminuzione ma al dettaglio +2,7%”

I dati Istat evidenziano un calo dell’inflazione nel mese di ottobre. La Confederazione italiana Agricoltori, commentando la notizia, sottolinea il ruolo calmieratore del settore agricolo, con prezzi alla produzione in netta diminuzione (-0,6%). Secondo la Cia però non può dirsi altrettanto della vendita al dettaglio, dove si è verificato un aumento (+2,7%) in grado di frenare i consumi dei prodotti alimentari.

"Gli incrementi maggiori – dichiara la Cia – dei prezzi al dettaglio nel settore agroalimentare si sono avuti per la frutta (più 6,8 per cento rispetto all’ottobre dell’anno scorso), per gli ortaggi (più 5,3 per cento), per la carne bovina (più 5,2 per cento), per l’olio d’oliva (più 2,6 per cento), per il latte e i suoi derivati (più 1,3 per cento). Mentre diminuzioni si sono registrate per il vino (meno 5,3 per cento), per il pane e i prodotti di panetteria (meno 1,2 per cento), per la carne avicola (meno 1,1 per cento). Calo record è stato messo a segno dalla margarina (meno 20,3 per cento)".

"Questi aumenti – avvertono gli agricoltori – hanno determinato una flessione nei consumi per molti prodotti. Si va dal meno 5,4 per cento della frutta al meno 8,3 per cento degli ortaggi, dal meno 2,7 per cento dei formaggi al meno 3,2 per cento dell’olio d’oliva; dal meno 4,5 per cento del pane al meno 10 per cento di vino e spumanti, al meno 1,2 per cento del burro. Diametralmente opposto l’andamento dei prezzi agricoli alla produzione. La Cia fa notare che nel 2005 il calo era stato del 3,5 per cento. Trend che è proseguito anche nel corso di quest’anno, anche se con diminuzioni meno accentuate che, tuttavia, confermano il contributo deflattivo da parte degli agricoltori, nonostante vivano un momento di grande difficoltà alle prese con una persistente crisi strutturale".

"E’ tornata, purtroppo, ad allargarsi – conclude la Cia – la "forbice" tra i prezzi praticati sui campi e quelli al consumo. Un percorso che vede incrementi anche di venti volte e che evidenzia tutte le inefficienze e i comportamenti speculativi della filiera, soprattutto nel settore dell’ortofrutta".

 

 

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