PREZZI. Inflazione, stime Istat: 1,6% a settembre. AACC denunciano rincari

Inflazione stabile a livello annuale. Questo quanto appare dalle odierne stime sull’inflazione dell’Istat, per il quale l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività relativo al mese di settembre 2010 presenta una variazione di meno 0,2% rispetto al mese di agosto e di più 1,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati per i capitoli Istruzione (più 1,4%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 0,3%) e Abbigliamento e calzature, Servizi ricettivi e di ristorazione e Altri beni e servizi (per tutti e quattro più 0,2%). Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno 1,7%), Comunicazioni (meno 1,3%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (meno 1,0%).

Sull’anno, gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (più 3,6%), Altri beni e servizi (più 3,2%) e Istruzione (più 2,7%).

Critico il commento di Federconsumatori e Adusbef, per i quali il tasso di inflazione all’1,6% è "gravissimo e inverosimile". La situazione economica infatti non è migliorata: "I consumi continuano a diminuire, registrando una preoccupante caduta addirittura nel settore alimentare; l’onda lunga di cassa integrazione e disoccupazione è inarrestabile (la prima potrà raggiungere, nel 2010, più di un miliardo di ore; il tasso di disoccupazione invece si aggira intorno a livelli impressionanti 8,5-8,6%); il potere di acquisto delle famiglie, anche alla luce di tali andamenti, si riduce di giorno in giorno, registrando, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, dal 2007 ad oggi, un crollo del 9,6%. Di fronte a questi dati, – concludono le associazioni – il tasso di inflazione all’1,6%, non solo desta forte preoccupazione, ma continua a destare dubbi circa la presenza di speculazioni. Purtroppo c’è da aggiungere che tale dato, a nostro parere, è ancora sottostimato. Per effetto degli aumenti di prezzi e tariffe, nel 2010, infatti, la stangata per le famiglie sarà di ben 1.118 euro annui".

Ripercussioni sui prezzi degli alimentari, aumenti delle tariffe locali e caro carburanti. Sono i punti sottolineati dall’Adoc, che sottolinea come un litro di verde in Italia costi in media il 2,1% in più che nel resto della zona Euro, influendo anche sul costo degli alimentari. Commenta il presidente Carlo Pileri: "L’emergenza carburanti continua a spingere l’inflazione verso l’alto, danneggiando i consumatori sia direttamente, al momento del rifornimento, che indirettamente con il rincaro dei prodotti che subiscono le fluttuazioni dei carburanti, in primis i beni alimentari. Il termometro dei redditi familiari segna 38° di febbre: non è una semplice infreddatura ma un vero e proprio problema patologico. Sono troppe e troppo onerose le spese fisse per casa, trasporti e energia. La spesa per i carburanti assorbe il 15% delle entrate, mentre oltre la metà viene destinato alle spese di affitto o mutuo della casa e il 20% se ne va per la spesa alimentare. Sono troppi anche gli aumenti di tasse e tariffe locali. E’ urgente, quindi, l’avvio della riforma della rete di distribuzione dei carburanti, non solo al fine di contrastare il caro benzina ma anche per arrivare ad un taglio del 15% dei prezzi dei prodotti alimentari entro un anno, visto che questi sono per l’80% trasportati su gomma".

Per Adiconsum si stanno verificando i rischi di forti aumenti delle tariffe dei servizi. Due i dati segnalati dall’associazione: "Per i prodotti alimentari e l’abbigliamento l’inflazione resta sotto l’1%, ma per i servizi, a partire dalla scuola e dai trasporti, il dato corre oltre il 3%. Questo conferma la denuncia che è stata anche alla base della Giornata di lotta delle Associazioni Consumatori sugli aumenti delle tariffe in atto, in particolare nei servizi pubblici locali. Il "ritocco" non si limita ad adeguarsi al tasso di inflazione, ma raggiunge le due cifre. Adiconsum – conclude l’associazione – ribadisce l’esigenza di un tavolo di monitoraggio/controllo sugli aumenti delle principali tariffe dei servizi e soprattutto che anche queste (non soltanto i salari e le pensioni) rientrino nel vincolo del tasso d’inflazione".

Per Casper – il nuovo "Comitato contro le speculazioni e per il risparmio’, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, "i dati non rappresentano nulla di nuovo. Si conferma, purtroppo, la stangata autunnale prevista pari a 902 euro a famiglia su base annua. Il segno meno su base congiunturale, infatti, è troppo lieve per influire sulla previsione annua. Inoltre preoccupano alcuni rialzi come quello della voce prodotti alimentari che, dopo essere rimasti fermi per un anno, in un solo mese spiccano il volo salendo addirittura dello 0,3%. Confermata, dunque, in pieno, anche in questo caso, la stima di Casper che ha previsto per le famiglie italiane un aumento di spesa per i beni alimentari di 191 euro su base annua".

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