PREZZI. Isae: cala la fiducia dei consumatori in Europa e USA

"Si consolida a dicembre il calo della fiducia dei consumatori nella media dell’area dell’euro e negli Stati Uniti". Lo afferma l’Istituto di studi e analisi economica (Isae) in un comunicato, presentando i risultati del rapporto "Confronti internazionali delle inchieste sulle imprese manifatturiere ed i consumatori" relativo al mese di dicembre 2007.

"Nell’area euro – spiega l’Isae – emergono crescenti preoccupazioni da parte dei consumatori sulle prospettive economiche personali e generali; non si segnalano invece maggiori tensioni dal lato dei prezzi". Tra i principali paesi dell’area, la fiducia dei consumatori peggiora, seppur leggermente, in Germania dove scendono le aspettative sull’andamento generale dell’economia, si stabilizzano quelle relative alla situazione economica degli intervistati, ma migliorano le future possibilità di risparmio.

Positive invece le aspettative dei francesi, "grazie soprattutto alle attese sulla situazione generale del paese e sull’andamento del mercato del lavoro (la quota di coloro che si aspettano un aumento della disoccupazione nei prossimi dodici mesi passa infatti da 11 a 7 in termini di saldo)".Nel Paese iberico poi, la fiducia passa da -17 a -19, a causa di un generalizzato peggioramento di tutte le componenti dell’indicatore. In particolare, a differenza di Francia e Germania, i consumatori spagnoli "si attendono un marcato inasprimento della dinamica inflazionistica".

Diminuisce il clima di fiducia nel Regno Unito. Qui la causa è da individuare nel "forte ridimensionamento dei giudizi sull’andamento del portafoglio ordini e delle attese sull’attività produttiva a breve termine". Segnali contrastanti poi provengono dagli Stati Uniti: secondo l’indice calcolato dal Conference Board vi è qualche imput di recupero rispetto allo scorso mese mentre secondo i dati diffusi dall’Università del Michigan, la fiducia cala ulteriormente sui minimi degli ultimi anni (da 76,1 a 75,5).

Infine diminuisce leggermente la fiducia delle imprese manifatturiere: calano i giudizi sul portafoglio ordini, si stabilizzano le aspettative di produzione e si decumulano le scorte di magazzino; si rafforzano anche le tensioni inflazionistiche.

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