PREZZI. Istat: “A maggio inflazione stabile al 2,2%”. I commenti dei Consumatori e Confesercenti

Inflazione a maggio stabile al 2,2%. L’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di maggio 2006, presenti una variazione di più 0,3 per cento rispetto al mese di aprile 2006 e una variazione di più 2,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Rispetto al mese di aprile gli aumenti maggiori hanno riguardato le seguenti categorie di prodotti: Altri beni e servizi (più 0,7 per cento), Trasporti (più 0,5 per cento) e Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,4 per cento). Rispetto invece a maggio 2005 gli incrementi più significativi hanno riguardato i capitoli: Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 6,1 per cento), Bevande alcoliche e tabacchi (più 5,2 per cento), Trasporti (più 3,9 per cento) e Istruzione (più 3,0 per cento).

Critica la posizione del Codacons sulle stime preliminari dei prezzi da parte dell’Istituto. Secondo il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi: "A maggio infatti le famiglie hanno risentito particolarmente le tensioni nel settore energetico, con la benzina schizzata alle stelle e le ricadute su prezzi e bollette, e si sono registrati fortissimi aumenti nei prezzi delle primizie, con le ciliegie al livello record di 10 euro al kg. Tutte voci che, come noto, pesano particolarmente sui bilanci delle famiglie a medio/basso reddito. L’inflazione reale si attesta attorno al 7-8%, e speriamo che il Governo metta presto in campo una efficace riforma dell’Istat, a partire dalle rilevazioni dei prezzi, che sembra vengano fatte col "prosciutto" – anziché rilevato – messo sugli occhi per non vedere gli aumenti".

Da parte dell’Adoc arriva la richiesta di un’urgente modifica del paniere: "Quello attuale si discosta troppo dalla realtà di famiglie e pensionati". "Siamo alle solite – ha affermato il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – serve una riforma strutturale profonda che renda giustizia ai sacrifici vissuti dalle famiglie in questi anni".

"Senza gli aumenti del 10,7% dei costi dell’energia, la dinamica dei prezzi sarebbe dell’1,6% (0,8 punti in meno)". Questo invece il commento di Marco Venturi, Presidente Confesercenti ai dati diffusi dall’Istat. Secondo Venturi "La dipendenza del nostro Paese dalla bolletta petrolifera ci penalizza rispetto alla concorrenza con effetti negativi sulle famiglie e sui settori produttivi che devono sopportare aumenti dei costi superiori al resto dell’Europa".

In particolare, il presidente della Confesercenti propone di "Varare un progetto di grande respiro che riduca la nostra dipendenza dal petrolio avviando la costruzione di rigassificatori, eventualmente diversificando ulteriormente i nostri approvvigionamenti di gas naturale e investendo sulle energie alternative, idroelettriche ed eoliche e favorendo le misure di risparmio energetico. Le imprese stanno mostrando sensibilità e responsabilità per il contenimento dei prezzi in una situazione non facile, per favorire la ripresa economica. "Quello che ora ci aspettiamo dal nuovo Governo è un cambio di passo che dia corpo ai timidi segnali di crescita".

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