PREZZI. Istat: a febbraio inflazione record al 2,4%. Consumatori denunciano speculazioni

L’Istat conferma la stima provvisoria sull’indice dei prezzi al consumo: l’inflazione a febbraio è aumentata dello 0,3% rispetto al mese di gennaio e del 2,4% su base annuale. "L’accelerazione dell’inflazione registrata a febbraio risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei servizi, in particolare di quelli relativi ai Trasporti – precisa l’Istat – Un effetto di sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva anche dall’andamento dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati e dei Beni alimentari". Secondo l’Istituto di statistica i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori aumentano dello 0,4% su base congiunturale e del 3,1% rispetto all’anno precedente, con una accelerazione di 4 decimi di punto percentuale rispetto a gennaio 2011 (+2,7%).

"Si tratta del dato più alto dal novembre del 2008. Sull’accelerazione dell’inflazione pesano in particolare la benzina (+11,9%), e il gasolio (+18,1%)". Per Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, "se anche l’inflazione si fermasse a questo livello per tutto il resto dell’anno, si tratterebbe di una stangata da 915 euro all’anno per una famiglia media italiana". "A questa cifra, però, va aggiunto l’effetto Libia. Gli incrementi dei prezzi alla pompa dovuti alla crisi di quel Paese, infatti, avranno ripercussioni pari a 300 euro annui a famiglia, che sommati ai 915 euro precedenti, determineranno una stangata record da 1205 euro annui".

Casper torna a chiedere al Governo un intervento urgente finalizzato a salvaguardare i bilanci delle famiglie. In particolare è indispensabile bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, disporre un taglio delle accise non inferiore a 5 centesimi di euro al litro, e introdurre un meccanismo di sterilizzazione degli aumenti dei prezzi dei carburanti. "Un andamento che trova una possibile spiegazione solo nell’esistenza di forti ed incredibili speculazioni".

Dell’esistenza di speculazioni sono convinte anche Federconsumatori e Adusbef, secondo cui i dati sull’inflazione sono ancora sottostimati rispetto alle previsioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativamente alle ricadute dovute all’aumento di prezzi e tariffe nel 2011. L’O.N.F. infatti stima rincari di 1.164 euro annui (ma che, alla luce della crisi petrolifera e delle ricadute su prodotti energetici e prodotti di largo consumo, rischiano di far crescere ulteriormente la stangata 2011 portandola a ben 1.897 euro).

"Non si capisce perché banche, assicurazioni, filiera petrolifera possano continuare a speculare a danno dei cittadini. Bisogna intervenire immediatamente per contrastare questo inaccettabile comportamento, e per sostenere il potere di acquisto delle famiglie ormai allo stremo." – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – L’inerzia del Governo in questo senso è intollerabile. È necessario agire per risollevare questa situazione prima che peggiori ulteriormente, con pesantissime ricadute non solo sulle condizioni di vita dei cittadini, ma anche sull’intera economia del Paese". È indispensabile disporre al più presto interventi determinati:

  • realizzando un serio piano di verifiche e controlli per contrastare severamente ogni tipo di speculazione, ricorrendo se necessario ad vero e proprio blocco di prezzi e tariffe;
  • per avviare una manovra di sostegno alle famiglie a reddito fisso, attraverso un processo di detassazione;
  • per riequilibrare la tassazione sui carburanti attraverso il meccanismo dell’accisa mobile e per calmierarne i prezzi con l’attuazione delle misure previste dal protocollo con la filiera petrolifera.

 

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