PREZZI. Istat: a febbraio inflazione record al 2,4%. Volano pane, frutta e carburanti

In un anno il prezzo del pane è aumentato dell’1,2% e quello della frutta fresca del 2,4%. Il tasso di crescita annuale della benzina sale all’11,8% e quello del gasolio arriva al 18%. Sono alcuni dei dati di punta delle stime odierne dell’Istat, che segnala un’inflazione record: nel mese di febbraio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,1% a gennaio 2011).

Sul piano tendenziale, informa l’Istat, i maggiori tassi di crescita interessano Trasporti (+5,3%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,3%) e Altri beni e servizi (+3,0%) mentre risultano in flessione risultano i prezzi delle Comunicazioni (-0,6%). Nel settore dei beni, i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano rispetto a gennaio dello 0,3%, evidenziando un’accelerazione del tasso tendenziale, che sale al 2,0% dall’1,7% del mese precedente. I prezzi dei Beni energetici registrano un aumento congiunturale dello 0,7%, che porta il tasso tendenziale al +9,8% (in accelerazione dal +9,3% del mese precedente).

Sul versante dei beni alimentari, si segnalano l’aumento dello 0,3% del prezzo del pane rispetto allo scorso mese, che sull’anno ammonta a più 1,2%, e il rialzo dello 0,5% dei prezzi dei formaggi e latticini, che segnano una crescita tendenziale del 3,7%. L’aumento congiunturale dei prezzi degli Alimentari non lavorati è principalmente dovuto al rialzo dei prezzi della frutta fresca (+1,8%), che registrano un tasso di variazione su base annua pari al +2,4%.

Il prezzo della benzina aumenta su base mensile dello 0,8% e il relativo tasso di crescita rispetto al 2010 sale all’11,8% dall’11,3% di gennaio; il prezzo del Gasolio per mezzi di trasporto segna un rialzo congiunturale dell’1,1% e un aumento su base annua del 18,0% (in netta accelerazione dal +15,7% di gennaio 2011). Infine, il prezzo del Gasolio per riscaldamento aumenta dell’1,8% sul mese precedente e del 17,2% su quello corrispondente dell’anno precedente.

Rincarano anche i trasporti. Si segnalano significativi aumenti su base mensile dei prezzi del Trasporto ferroviario passeggeri (+1,8%), cresciuti rispetto a febbraio 2010 del 4,0%; dei prezzi del Trasporto aereo passeggeri (+3,3%), che segnano comunque una flessione su base annua del 7,8%; dei prezzi del Trasporto marittimo e per via d’acque interne (+7,0%), il cui tasso di crescita su base annua sale al 26,2% (dal +20,5% di gennaio).

Di fronte a tali dati, le associazioni dei consumatori sono in allarme e non escludono l’esistenza di fenomeni speculativi.

"Il tasso di inflazione in crescita, al +2,4%, è un dato gravissimo che, purtroppo, avevamo previsto", dichiarano Rosario trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Per le due associazioni, si tratta di "un andamento immotivato ed ingiustificato, che trova una possibile spiegazione solo ed esclusivamente dell’esistenza di forti speculazioni. Non a caso a capofila degli aumenti sono due settori da sempre nel "mirino" delle associazioni dei consumatori relativamente alla dubbia determinazione dei prezzi: pane e carburanti. Soprattutto i carburanti seguono andamenti che, come denunciamo da tempo, non ci convincono affatto. È comunque grave l’aumento relativo ad un bene di larghissimo consumo quale il pane". La stima è che gli aumenti porteranno a una stangata per le famiglie che, se perdurano le ripercussioni sui prezzi dei prodotti energetici causate dalle tensioni internazionali, potrebbe arrivare a sfiorare i 1900 euro l’anno.

Anche per l’Adoc "c’è il sospetto di speculazioni, soprattutto nel settore energetico".Commenta il presidente Carlo Pileri: "L’aumento dell’inflazione e dei prezzi dei beni primari potrebbe danneggiare le famiglie per circa 1200 euro su base annua, considerando gli aumenti per energia, gas, trasporti, alimentari e tariffe. Comportando, di conseguenza, anche la riduzione del risparmio e del potere d’acquisto, soprattutto per le pensioni e per i redditi bassi, oltre ad un aumento dell’indebitamento. E se non verrà posto un freno ai rialzi del settore energetico, dove sospettiamo sia in atto un forte fenomeno speculativo, nei prossimi mesi la situazione precipiterà sensibilmente".

A livello tendenziale, l’aumento dell’inflazione registrato dall’Istat è ai massimi dal novembre 2008. E Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) chiede al Governo di "considerare prioritaria la lotta all’inflazione e di intervenire immediatamente per frenare sul nascere qualunque tentativo di rialzo ingiustificato dei prezzi e salvaguardare i bilanci delle famiglie. In particolare è indispensabile bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, disporre un taglio delle accise non inferiore a 5 centesimi di euro al litro, e introdurre un meccanismo di sterilizzazione degli aumenti dei prezzi dei carburanti".

Secondo Casper, se anche l’inflazione si fermasse a tale dato si avrebbe una stangata di 915 euro l’anno a famiglia, cui si aggiungono i rincari dei carburanti legati alla crisi libica e stimati in circa 300 euro annui: si viaggia verso una stangata a famiglia pari a oltre 1200 euro l’anno. Aggiunge però Casper: "Tutto questo ceteris paribus, ossia se i prezzi degli altri beni manterranno per tutto il 2011 l’attuale trend di aumento. Perché se invece si innescassero meccanismi speculativi, allora la stangata sarebbe ancora maggiore".

Sull’aumento dell’inflazione, ma anche sulle limitazioni alla concorrenza presenti nella filiera petrolifera e sull’ormai incerta agenda delle liberalizzazioni, interviene Antonio Lirosi, responsabile consumatori del Partito democratico: "Il balzo dell’inflazione a febbraio fa toccare al nostro Paese un record di fronte al quale il governo non può continuare a fare orecchie da mercante. Da mesi denunciamo l’assenza di qualsiasi azione credibile per il controllo dei prezzi dei beni e delle tariffe ma il governo ha lasciato volutamente correre le tariffe dei servizi pubblici. E adesso, con il caro carburanti e l’aumento dei prezzi dei beni alimentari, il conto di questa incuria lo pagano ancora una volta lavoratori e famiglie con redditi bassi e medi che subiscono una iniqua tassa occulta. Il prezzo dei carburanti è ormai a livelli insostenibili non solo per l’effetto inflattivo che sta causando. Questo aspetto dovrebbe da solo essere un motivo valido per un immediato intervento del Governo che non vuole neanche dare attuazione alla Finanziaria 2008 del Governo Prodi per abbassare subito le accise sui carburanti di qualche centesimo di euro. E ancora: perché il Governo non interviene per eliminare le limitazioni alla concorrenza presenti nella filiera petrolifera? Che fine ha fatto il disegno di legge annuale sulla concorrenza?".

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