PREZZI. Istat: a marzo l’inflazione corre al 3,3%. Il commento dei Consumatori

Ammonta a 3,3% il tasso di inflazione a marzo 2008 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato, il + alto dal 1996, emerge dalle stime dell’Istat sugli indici dei prezzi al consumo oggi pubblicati. A livello congiunturale i rincari si sono invece attestati allo 0,5%. Rispetto al 2007 i settori dove l’accelerazione inflazionistica si è fatta + sentire sono i Trasporti (+ 5,8 %), i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche (+ 5,5 %) e l’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+ 4,4 %).

Gli aumenti congiunturali + significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati ancora per i capitoli Trasporti (+ 1,4 %), Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Servizi ricettivi e di ristorazione (+ 0,7 % per entrambi) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+ 0,4 %).

I dati dell’Istat sono stati commentati da Adiconsum che ha manifestato preoccupazione poichè "confermano una ripresa significativa dell’inflazione, trascinata da aspetti oggettivi quali il costo del petrolio ed il costo del denaro, ma anche da rilevanti aspetti speculativi che Mr. Prezzi non è in grado di contrastare". Secondo l’associazione è emblematico al riguardo è l’aumento del costo del denaro, nonostante la BCE abbia mantenuto inalterato i tassi da marzo 2007. Ogni variazione internazionale finisce per essere alibi di aumenti speculativi al consumo. Il monitoraggio e gli inviti alla concorrenza di per sé non sono sufficienti.

"Ne è riprova il settore energetico – prosegue Adiconsum – dove accanto ad aumenti dei carburanti di oltre il 15% rispetto a gennaio dello scorso anno, si affiancano aumenti dell’energia elettrica attorno al 10% e del gas metano del 5%. Solo, infatti, dove esiste un controllo, gli aumenti sono stati più contenuti. Se il dato medio Istat è del 3,3%, i capitoli più significativi per la famiglia sono oltre al 5% e ciò riguarda i prodotti alimentari, i trasporti, l’abitazione.I recenti aumenti dell’energia elettrica e il gas ci dicono anche che questa tendenza può ulteriormente accentuarsi. L’inflazione, quindi, resta la prima emergenza per il futuro Governo.

Per Altroconsumo il 3,3%, la spesa annua delle famiglie è cresciuta di circa 1000 euro (i calcoli indicano 975 euro) per poter conservare lo stesso livello di consumo di un anno fa. Nelle valutazioni dell’Istat non rientrano gli aumenti dei costi dell’energia stabiliti venerdì scorso dall’Autorità garante per l’energia e il gas. In base ai calcoli dell’associazione gli aumenti stabiliti dall’Autorità comporteranno un aggravio di spesa del 4% rispetto a quanto la stessa Autorità aveva previsto tre mesi fa (gennaio 2008) e dell’11% rispetto a luglio 2007 (la prima occasione in cui l’Autorità ha deliberato in un mercato liberalizzato). Il settore deve aprirsi alla concorrenza e accrescere il ventaglio delle possibilità per il consumatore. A oggi, infatti, il gioco della concorrenza in questo mercato incide solo per un misero 2,5%, come possibilità di risparmio effettivo scegliendo l’operatore più conveniente. Un margine di risparmio non certo significativo per il consumatore.

 

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