PREZZI. Istat: ad agosto inflazione a più 0,1%

Ad agosto l’inflazione sale dello 0,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per la collettività ha infatti registrato una variazione di più 0,3% rispetto al mese di luglio 2009 e di più 0,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo rivela l’Istat nell’odierno indice dei prezzi al consumo.

Nel mese di agosto ad aumentare di più, rispetto a luglio, sono stati i Trasporti (più 1,8%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,6%), mentre in calo sono risultati Comunicazioni (meno 0,3%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (meno 0,2%), Abbigliamento e calzature e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,1% per entrambi).

Rispetto ad agosto 2008, invece, gli aumenti tendenziali più elevati ci sono stati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 2,8%), Altri beni e servizi (più 2,6%) e Istruzione (più 2,2%); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno 3,1%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 2,1%).

Nelle città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati ci sono stati a Napoli (più 1,9%), Trieste (più 1,8%) e Reggio Calabria (più 1,3%) mentre variazioni più moderate e in diminuzione si sono registrate a Milano e Trento (meno 0,6% per entrambe), Bologna e Firenze (meno 0,5%), Aosta e Palermo (meno 0,4%).

Per i consumatori si tratta di una situazione "insostenibile". "Nel dramma della forte contrazione dei consumi, rispunta anche l’inflazione? Si tratta di un dato gravissimo", commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Le previsioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori parlano di una contrazione dei consumi del 2,5-3% nel 2009, mentre emergono "tensioni ingiustificate" sul versante dei prezzi, con ulteriore aggravio di spesa per le famiglie. "È alla luce di questa gravissima situazione, di cui il Governo sembra non volersi rendere conto, che il 23 settembre – dichiarano Federconsumatori e Adusbef – scenderemo in piazza, per rivendicare le indispensabili misure necessarie per risollevare il potere di acquisto delle famiglie e rilanciare, quindi, i consumi".

L’Adoc, che sarà in piazza il 23 settembre, si sofferma sulla crescita dei prezzi degli alimentari. "E’ paradossale che nel settore alimentari si registri un nuovo aumento dei prezzi – afferma il presidente Carlo Pileri – nonostante il continuo calo dei consumi che Adoc stima al 5% nel 2009. C’è una profonda situazione di disagio nelle famiglie, costrette a tagliare la spesa alimentare per far fronte alla crisi. Anche i beni secondari, quali abbigliamento e calzature, registrano un forte calo. Negli ultimi saldi, ad esempio, il 46,9% dei consumatori non ha effettuato acquisti, la spesa a famiglia è stata intorno ai 200 euro, il 10% in meno del 2008, quando la spesa fu di 220 euro per nucleo".

Dal Ministero dello Sviluppo Economico, invece, il dato Istat viene interpretato come "sintomo di ripresa dei consumi". "Sia pure ridimensionato rispetto alle previsioni delle città campione, il dato definitivo dell’inflazione di agosto (+0,1% contro il +0,2% delle previsioni) conferma una lievissima ripresa dei prezzi che allontana il rischio di deflazione e conferma l’avvio di una sia pur timida ripresa dei consumi", commenta il ministro Claudio Scajola. "Dobbiamo ora affrontare i prossimi mesi tenendo sotto controllo il prevedibile aumento dei prezzi con le azioni già avviate dal Garante e accelerare al massimo l’incremento della domanda per evitare difficoltà alle imprese e aumento della disoccupazione".

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