PREZZI. Istat conferma inflazione all’1,2%. Consumatori: “Speculazioni”

L’Istat conferma l’andamento dell’inflazione: nel mese di febbraio 2010 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività è aumentato dello 0,1% rispetto a gennaio e dell’1,2% rispetto a febbraio 2009. Nell’anno, gli aumenti tendenziali più elevati si sono registrati per Trasporti (più 3,5%), Bevande alcoliche e tabacchi (più 3,3%), Altri beni e servizi (più 3,0%) e Istruzione (più 2,5%); una variazione tendenziale negativa si è verificata per Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 1,4%). Rispetto allo scorso mese, invece, gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per Comunicazioni (più 0,7%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili e Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,3% per entrambi); una variazione congiunturale negativa si è verificata nei Trasporti (meno 0,1%).

Per Federconsumatori e Adusbef, si tratta di un’inflazione "ancora troppo elevata rispetto alla fortissima contrazione dei consumi alla quale stiamo assistendo", che varia da meno 2,5% a meno 3%. Cala il reddito della famiglie e la loro capacità di acquisto, mentre, rilevano le due associazioni, "un tasso di inflazione all’1,2% contribuisce a debilitare ulteriormente i bilanci delle famiglie, comportando un aumento di 360 euro annui".

"In una situazione di questo genere, come possono continuare a crescere i prezzi? È evidente che siamo di fronte a delle speculazioni", commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef,che sottolineano come sia fondamentale rilanciare i consumi attraverso controlli sul versante delle speculazioni, detassazione per reddito fisso di almeno 1200 euro annui e blocco delle tariffe.

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