PREZZI. Istat conferma: inflazione aprile al 2,6%. Consumatori: meno cibo e niente vacanze

L’Istat conferma: ad aprile l’inflazione sale del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2010 e dello 0,5% rispetto a marzo 2011. "L’accelerazione dell’inflazione registrata ad aprile risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei Servizi relativi ai Trasporti – spiega l’Istituto – Inoltre, un importante effetto sulla dinamica crescente dell’indice generale deriva dall’andamento dei Beni energetici regolamentati". Nel confronto annuale, i maggiori tassi di crescita si verificano per Trasporti (+6,1%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,2%), Altri beni e servizi (+3,0%).

Preoccupate le associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef, si tratta di "un dato gravissimo ed inaccettabile che, come denunciamo da tempo, si trova in completa controtendenza rispetto ai principali indicatori della situazione economica del Paese. Quel che preoccupa maggiormente, inoltre, è la corsa dei prezzi del cosiddetto "carrello della spesa", vale a dire i prodotti acquistati con maggiore frequenza: relativamente a tale paniere il tasso di inflazione è cresciuto addirittura del 3,3%. Un dato allarmante, – concludono le due associazioni – che influisce pesantemente sulle condizioni di vita e abitudini dei cittadini. Da mesi infatti, persino sul versante alimentare, si registra non solo un crollo dal punto di vista quantitativo, ma anche la tendenza a mettere in secondo piano la qualità dei prodotti pur di risparmiare".

L’80% degli italiani non andrà in vacanza e le famiglie pagheranno i rincari complessivi di energia, alimentari, carburanti e mutui, per una cifra stimata in 800 euro in più alla fine dell’anno. È quanto afferma l’Adoc per voce del presidente Carlo Pileri: "L’80% degli italiani non andrà in vacanza, un crollo determinato in primo luogo dai rincari nel settore turistico, in media di oltre 200 euro, relativi a trasporto, alloggio e servizi. Il costo di un traghetto quest’anno è aumentato del 70%, pari a circa 230 euro di aggravio rispetto allo scorso anno. Per un biglietto aereo di andata e ritorno si spendono in media 112 euro in più, un rialzo del 25%, un biglietto del treno costa il 7% in più. Inoltre, – conclude Pileri – gli aumenti del prezzo dei carburanti (+200 euro a fine anno), energia (+300 euro), tassi d’interesse (+216 euro) e alimentari (+100 euro) peseranno gravemente sull’economia delle famiglie, una stangata di oltre 800 euro l’anno. A queste condizioni progettare una vacanza diventa praticamente impossibile".

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