PREZZI. Istat: in un anno inflazione salita del 2,1%. Consumatori: “Dato gravissimo”

Come anticipato dalle stime rese note dall’Istat, l’inflazione di gennaio 2011 ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e di ben il 2,1% rispetto a gennaio 2010. Secondo l’Istat l’inflazione acquisita per il 2011 è pari all’1,2%. Sul piano tendenziale, la variazione dei prezzi dei beni sale al 2,5% (dal +2,1% di dicembre 2010), mentre per i servizi la dinamica tendenziale dei prezzi scende all’1,5% (era +1,6% a dicembre).

L’accelerazione dell’inflazione registrata a gennaio risente delle tensioni sui prezzi dei beni, ed in particolare di quelli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati, i cui effetti sono solo in parte attenuati dal lieve rallentamento della crescita su base annua dei prezzi dei servizi.

"Estremamente grave la conferma del tasso di inflazione al 2,1% – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – Un andamento che continua ad essere in piena contraddizione con la situazione in cui si trovano le famiglie. Di fronte all’insieme di dati che testimoniano la preoccupante condizione in cui versa il Paese: crollo dei consumi (del -6% negli ultimi 3 anni), contrazione del credito al consumo (del -5,3%), crollo del potere di acquisto delle famiglie del -9,6% dal 2007 ad oggi e crescita dell’inoccupazione (11%), per non parlare delle prospettive tutt’altro che incoraggianti sul Pil 2011 e 2012 (dallo 0,9 all’1%), un tasso di inflazione a questi livelli è francamente inspiegabile ed inaccettabile". Secondo i Presidenti delle Associazioni si tratta "dell’evidente dimostrazione che vi sono delle intollerabili speculazioni in atto, contro le quali è indispensabile intervenire con la massima determinazione".

"Ad aggravare ulteriormente le preoccupazioni circa questa grave situazione, è anche il fatto che, purtroppo, tali dati risultano ancora sottostimati rispetto alle previsioni effettuate dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativamente alle ricadute dovute all’aumento di prezzi e tariffe nel 2011. Tale stangata, alla luce degli ulteriori incrementi determinati soprattutto dalla corsa dei prezzi dei carburanti e dall’aumento delle addizionali comunali, ammonterà a ben 1.164 euro. Per questo, anziché sprecare preziose energie nel tentativo di modificare la Carta Costituzionale, è più che mai urgente ed improrogabile un intervento determinato per contrastare qualsiasi tipo di speculazione e per avviare una manovra di sostegno ai redditi delle famiglie a reddito fisso, attraverso un processo di detassazione".

"L’inflazione balza ai livelli massimi dal 2008; la benzina è aumentata dell’11,3% su base annua e del 3,5% su base mensile, mentre il gasolio del 15,7% (+14,5% a dicembre). Di questo passo, le tensioni registrate nel settore dei carburanti avranno pesantissime ripercussioni sulle tasche delle famiglie italiane". Lo afferma Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) – che ha calcolato ripercussioni di 210 euro annui a famiglia: 90 euro per i rifornimenti di carburante, 120 euro per costi indiretti, in particolare bollette energetiche, trasporti e prezzi dei prodotti trasportati. Casper denuncia manovre speculative sulle spalle dei consumatori e chiede alle autorità competenti, Antitrust in testa, di attivarsi per fermare le speculazioni, e rivolge un appello al Governo affinché studi misure efficaci nel settore dei carburanti, volte a salvaguardare i bilanci delle famiglie, destinate a subire una nuova stangata.

 

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