PREZZI. Istat, inflazione 2009 ai minimi storici. Scajola: ora evitare speculazioni

L’inflazione nel 2009 si attesta a più 0,8%, ai minimi storici degli ultimi cinquanta anni. È quanto rilevano le stime preliminari dell’Istat secondo cui l’indice dei prezzi al consumo nel 2009 è aumentato del più 0,8%, l’inflazione più bassa dal 1959.

Le stime preliminari di dicembre rilevano invece che l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha presentato una variazione di più 0,2% rispetto al mese di novembre 2009 e di più 1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sulla base dei dati arrivati, gli aumenti tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,4%), Altri beni e servizi (più 3% ) e Istruzione (più 2,4% ). Una variazioni tendenziale negativa si è invece verificata nel capitolo Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 2,3%).

Per il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, l’andamento dei prezzi è positivo e ora bisogna intensificare i controlli per evitare le speculazioni. "Il dato sull’inflazione media 2009 ai minimi da 50 anni, è una conferma della severità della crisi ma anche del fatto che il potere di acquisto dei cittadini non è stato penalizzato ed è anzi in molti casi aumentato – ha detto Scajola -La ripresa tendenziale dell’inflazione in dicembre è un indice di ripresa dei consumi e delle attività economiche. In questa fase di avvio della ripresa dobbiamo impegnarci a rilanciare la crescita ma anche a tenere sotto controllo i prezzi per evitare effetti speculativi soprattutto sui prodotti di largo consumo".

Diversa la valutazione delle associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef infatti l’aumento dello 0,8% del 2009 significa un aggravio di 240 euro a famiglia. "Riteniamo comunque grave il dato relativo al rialzo del tasso di inflazione che, nel 2009, si è attestato allo 0,8%, registrando addirittura un’ultima impennata a dicembre, con una crescita dell’1% rispetto allo stesso mese del 2008 – rilevano le due associazioni – Non dimentichiamo, infatti, che l’attestarsi dell’inflazione allo 0,8% equivale ad un’ulteriore aggravio di 240 euro annui a famiglia, che andranno a decurtare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, già duramente provato dalle pesanti ricadute di cassa integrazione e licenziamenti, che, tra l’altro, dispiegheranno ancora nel 2010 i loro effetti". Per Federconsumatori e Adusbef "è necessario cambiare rotta, avviando misure a sostegno delle famiglie e mantenendo la promessa di un blocco delle tariffe".

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