PREZZI. Istat, inflazione a più 1,4%. Consumatori: interventi urgenti per le famiglie

L’inflazione continua a salire, le associazioni dei consumatori continuano a chiedere interventi a sostegno delle famiglie. A marzo 2010 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività è aumento dello 0,3% rispetto al mese di febbraio e dell’1,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Rispetto a febbraio, gli aumenti più significativi riguardano i trasporti (più 1,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 0,4%) e servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,3%). Sull’anno, gli incrementi più elevati si sono registrati nei capitoli trasporti (più 5,1%), altri beni e servizi (più 2,9%) e istruzione (più 2,5%). Continuano a salire i prezzi dei trasporti ferroviari e del trasporto aereo, quelli della benzina verde e dei carburanti. E i prodotti a maggiore frequenza d’acquisto hanno registrato un aumento medio complessivo del 2,2% rispetto a marzo 2009.

Protestano e chiedono interventi le associazioni dei consumatori. Per l’Adoc, è urgente un taglio dei prezzi del 20% per alimentari, carburanti e spese di casa, perché la quasi totalità del reddito delle famiglie è ormai assorbito da mutuo, spesa alimentare e carburanti. "Tagliare subito del 20% i prezzi dei prodotti alimentari, dei carburanti e delle spese di casa per ridare ossigeno alle famiglie e all’economia – commenta Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – per iniziare a uscire dalla crisi che ha travolto consumi e industrie. I prezzi dei carburanti sono troppo elevati, tanto che un litro di benzina costa il 16,9% in più dello scorso anno per un rincaro di 10 euro a pieno, rappresentano un problema non solo al momento del pieno di un auto ma soprattutto per i riflessi sui costi di altri settori, come gli alimentari. E il reddito delle famiglie ne risente gravemente, divorato per più della metà dai costi di affitto o mutuo della casa, il 20% se ne va per la spesa alimentare, il 15% è risucchiato dai costi di energia, trasporti e spese domestiche. In tasca alle famiglie rimane ben poco, ai limiti della sopravvivenza. In questo modo non è possibile accedere al risparmio né affrontare spese straordinarie e improvvise. Ed è anche complicato, se non impossibile, effettuare acquisti personali, con conseguente impossibilità di un rilancio dei consumi".

Per Federconsumatori e Adusbef, il rialzo del tasso di inflazione "appare in contrasto con le più ovvie regole di mercato" e avrà ricadute pari a 420 euro l’anno per famiglia. "Non si è mai visto, infatti, in presenza di una fortissima contrazione dei consumi, quale quella a cui stiamo assistendo (-2,5% a -3% solo nell’ultimo anno), dovuta alla caduta del potere di acquisto delle famiglie, un tasso di inflazione in continua crescita che, su base annua, comporterà una nuova batosta di ben 420 euro annui a famiglia", commentano le due associazioni ricordando in particolare i continui aumenti dei carburanti. "È evidente e palese, ormai, che vi sono delle gravi ed intollerabili speculazioni in atto, non solo nel settore dei carburanti", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef. Le associazioni chiedono un intervento deciso del Governo contro le speculazioni; la detassazione per il redditi fissi da lavoro e da pensione di almeno 1200 euro annui; il blocco delle tariffe e una soluzione che freni i rincari dei carburanti.

I dati non passano inosservati neanche alle associazioni degli agricoltori, che invece denunciano deflazione e crollo dei prezzi sui campi. Afferma Coldiretti: "I prezzi dei prodotti alimentari al consumo rimangono fermi, ma nei campi le produzioni agricole sono in piena deflazione con un crollo del 10% su base annuale". E sottolinea: "I consumatori italiani non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli, che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne, a causa delle inefficienze e delle speculazioni lungo la filiera agroalimentare. Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte". E commenta Cia-Confederazione italiana agricoltori: " L’inflazione torna a salire, ma l’agricoltura continua a registrare un crollo verticale dei prezzi sui campi (meno 9,6% a marzo scorso che fa seguito al 13,6% del 2009). Una caduta di cui hanno beneficiato solo in parte i consumatori, visto che i listini al dettaglio di alcuni prodotti agroalimentari si mantengono ancora su livelli ancora elevati".

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