PREZZI. Istat: inflazione al 3,3%. I commenti di Coldiretti e Codacons

L’inflazione nel mese di aprile è stata del 3,3%, registrando un + 0,2% rispetto al mese precedente e un +3,3% rispetto ad aprile 2007. Sono i dati pubblicati oggi dall’Istat. L’indice nazionale dei prezzi al consumo ha subìto gli aumenti congiunturali, quindi rispetto a marzo 2008, più forti nella voce di spesa "Abitazione, acqua, elettricità e combustibili" (+1,5%) e in "Prodotti alimentari e bevande alcoliche" (+0,5%). Anche per i prezzi dei Servizi ricettivi e di ristorazione c’è stata una crescita, mentre quelli dei Servizi sanitari e delle spese per la salute, dell’istruzione e di altri beni e servizi sono rimasti uguali. I trasporti e le Comunicazioni hanno invece registrato un calo dello 0,3% e la ricreazione, spettacoli e cultura dello 0,2%.

La voce "Abitazione, acqua, elettricità e combustibili" ha registrato anche l’inflazione annua più elevata (+6,1%), seguita da "Prodotti alimentari e bevande alcoliche" (+5,6%). "Comunicazioni e Servizi sanitari e spese per la salute" hanno osservato variazioni annue negative, pari a -0,3%.

Il Codacons ha tracciato il bilancio dell’incremento della spesa per le famiglie italiane: una perdita di almeno 1.300 euro che peserà a fine anno su ogni famiglia. Il presidente di Codacons Carlo Rienzi chiede "al nuovo esecutivo di mettere subito in campo una serie di provvedimenti atti a contenere i prezzi e le tariffe e salvaguardare i bilanci delle famiglie".

L’associazione dei consumatori insiste in particolare sul rafforzamento dei poteri di Mr Prezzi e sull’aumento delle sanzioni contro le speculazioni su misure concrete contro il caro-vita. Suggeriti anche controlli a tappeto negli esercizi commerciali, verifiche costanti sui ricarichi dei prezzi dall’origine al dettaglio e la definizione del "prezzo anomalo", ossia di "quell’aumento che viene considerato fuorilegge e, come tale, perseguibile". Per il Codacons inoltre i commercianti dovrebbero avere la possibilità di applicare prezzi scontati tutto l’anno.

La Coldiretti si scaglia contro l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari che "aumentano in media di 5 volte, nel percorso dal campo alla tavola, con differenze tra i diversi prodotti che vanno da 3 volte per frutta e verdura a 4 per il latte fino a 10 per il pane". L’organizzazione ha infatti condotto un’analisi, in base ai dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi 3 mesi del 2008, secondo la quale "dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 euro, va al commercio e ai servizi, 140 all’industria alimentare e solo 89 alle imprese agricole".

E con l’aumentare dei prezzi diminuiscono i consumi "con riduzioni record per il pane (-5,5%), la pasta (-2,5%) ed in generale con un contenimento delle quantità dei prodotti alimentari acquistate dalle famiglie, che fanno segnare un calo dello 0,4%". Secondo la Coldiretti "serve una ricomposizione della filiera agroalimentare, poiché i troppi passaggi e le inefficienze odierne che portano i prezzi alle stelle per i consumatori danneggiano le imprese agricole 2 volte perché riducono i margini e favoriscono il calo dei consumi".

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