PREZZI. Istat: inflazione in calo a gennaio 2009. Scajola: “Non c’è riduzione dei consumi”

Nel mese di gennaio 2009 l’indice dei prezzi al consumo in Italia è sceso dello 0,1%, su base mensile, toccando il valore dell’1,6%, in calo di oltre mezzo punto percentuale rispetto a dicembre 2008. Su base annuale si registra un aumento dell’1,6%, rispetto dunque a gennaio 2008. Gli aumenti più significativi sono stati registrati dai servizi sanitari e dalle spese per la salute, nonché dai prodotti alimentari e dalle bevande alcoliche, dall’abbigliamento, calzature e articoli per la casa.

Sono calati i prezzi dei trasporti, delle comunicazioni, di acqua, elettricità e combustibili. Questi ultimi invece hanno subito un forte aumento dei prezzi mensile, pari al 4,1%, insieme ai prodotti alimentari e alle bevande alcoliche. I trasporti hanno registrato un tasso di inflazione mensile di -1,6%.

"Il calo dell’inflazione non deriva dalla riduzione dei consumi" ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. "La conferma del calo dell’inflazione all’1,6% in gennaio e il dato dell’aumento delle vendite nella grande distribuzione sono segnali incoraggianti perché confermano che il calo dei prezzi non deriva dalla riduzione dei consumi, che stanno viceversa tenendo."

La società di ricerche di mercato Nielsen ha infatti rilevato che in gennaio i punti vendita medio-grandi hanno registrato un aumento del fatturato del 6,5%, mentre per gli ipermercati la crescita del fatturato ha sfiorato addirittura il 10%.

"Questi dati – prosegue il Ministro Scajola – indicano che gli italiani hanno compreso che con il calo dell’inflazione, del petrolio e dei tassi
d’interesse sui mutui il loro potere d’acquisto non diminuisce, ma aumenta, e non stanno riducendo i propri consumi primari. Ciò conferma che il Governo ha fatto bene a concentrare gli interventi anticrisi nel sostegno dell’acquisto di beni durevoli, che invece hanno subito un forte calo delle
vendite, e soprattutto nel sostegno del reddito dei cittadini che dovessero perdere il lavoro, attraverso il Fondo ammortizzatori sociali da 8
miliardi".

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