PREZZI. Istat: rincaro prodotti natalizi supera inflazione

Natale più caro rispetto allo scorso anno. Nonostante la frenata dell’inflazione, infatti, per molti prodotti e servizi particolarmente gettonati sotto le feste i rincari superano il tasso medio di inflazione, fermo all’1,8%. I dati si riferiscono all’indice dei prezzi al consumo di novembre elaborato dall’Istat.

Il portafoglio si è alleggerito in primo luogo nell’acquisto di alcuni dei regali più tradizionali, come i gioielli: complice il forte aumento dell’oro negli ultimi mesi, la voce oreficeria segna un rincaro del 29,6%. Molto più contenuto, ma comunque superiore all’inflazione, è l’aumento degli orologi (+2,2%). Rincari si registrano anche per il classico mazzo di fiori e per la pianta natalizia (+1,9%). Aumenti molto modesti, invece, per altre classiche strenne natalizie: giochi e giocattoli (+0,9%), libri (+1,2%) e prodotti di bellezza, profumi compresi (+1,6%).

Non sfuggono ai rincari molte voci tipiche del Cenone o del pranzo del 25: per la vigilia si pagherà di più per pesce (+4,5%), molluschi e crostacei (+4,5%), e durante tutte le feste tasche più vuote soprattutto per cioccolato (+3,7%), frutta secca (+2,4%) e carni varie (+4,2%), pollame in testa (+7,2%). Non meglio vanno le cose per chi ha deciso di mangiare fuori: ristoranti e pizzerie segnano un aumento del 2,9%, chi si accontenta del bar spenderà il 2,4% in più rispetto allo scorso anno. E’ tutta l’industria del turismo, tuttavia, a presentare rialzi superiori all’inflazione: a cominciare dai trasporti (+10,5% i biglietti navali, +2,4% i pedaggi autostradali), passando dagli alberghi (+2,2%, ma peggio va per chi sceglie altri alloggi, in aumento del 2,6%), per finire con i pacchetti vacanza tutto compreso (+3,6%), i parchi divertimento (+4,3%) e gli impianti di risalita (+2,7%).

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