PREZZI. Istat, stime: a luglio inflazione azzerata

L’inflazione di luglio si azzera. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività relativo al mese di luglio 2009 presenta infatti una variazione nulla sia rispetto a giugno sia rispetto a luglio 2008: è quanto comunica oggi l’Istat negli indici provvisori dei prezzi al consumo.

Sulla base dei dati pervenuti, gli aumenti tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 2,8%), Altri beni e servizi (più 2,6%) e Istruzione (più 2,2%); variazioni tendenziali negative si sono verificate per i Trasporti (meno 4,5%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 2,3%).

Per l’Adiconsum il reddito di molte famiglie è inferiore al passato e l’inflazione zero "è una conferma della recessione in atto". "Recessione che rischia nel dopo-ferie di appesantirsi per molte famiglie con il passaggio dalla cassa integrazione alla disoccupazione – scrive l’associazione in una nota – L’aumento dell’indice della povertà è soltanto uno dei segni, così come il crescente indebitamento delle famiglie. All’inflazione zero ha concorso molto la riduzione delle tariffe dell’energia elettrica e del gas, ma questo dato rischia di riprendere con il ritorno di fattori speculativi sul petrolio. Ad oggi infatti non vediamo alcun provvedimento per impedire comportamenti speculativi. Ne è riprova il comportamento delle compagnie petrolifere che alla vigilia dell’esodo feriale hanno aumentato il prezzo della benzina nonostante il calo del petrolio".

Per Federconsumatori e Adusbef, il dato relativo all’inflazione di luglio "è un vero e proprio segnale d’allarme. Infatti, tale andamento – affermano le due associazioni – è dovuto al drammatico crollo dei consumi, che ha coinvolto sia i beni di largo consumo che quelli durevoli, oltre ai servizi relativi a settori specifici, soprattutto per quanto riguarda il turismo. Non ci spieghiamo come mai, in una situazione del genere, continuiamo a registrare gravi anomalie relative ai prezzi dei prodotti di prima necessità. Mentre i prezzi alla produzione, soprattutto il grano, continuano a diminuire, i prezzi al consumo rimangono sempre a livelli elevati o, addirittura, aumentano".

 

Comments are closed.