PREZZI. Istat, stime inflazione a più 1,4% a maggio. Tutte le reazioni

Inflazione in leggera discesa rispetto allo scorso aprile. Secondo le stime preliminari dell’Istat, infatti, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività relativo al mese di maggio presenta una variazione di più 0,1% rispetto al mese di aprile e di più 1,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sull’anno, gli aumenti più elevati riguardano i Trasporti con più 5%, Altri beni e servizi con più 3,1% e Istruzione con più 2,5%, mentre le Comunicazioni diminuiscono del 2% e i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche dello 0,4%.

Non mancano i commenti da parte di associazioni dei consumatori ed esercenti.

Secondo Federconsumatori e Adusbef, si tratta di un tasso di inflazione gravissimo che avrà ripercussioni annue di 420 euro a famiglia."Anche se lievemente ridimensionato, il tasso di inflazione annuo all’1,4% rimane un dato gravissimo, che continua a pesare sulla capacità di acquisto delle famiglie e sull’intera economia del nostro Paese", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef, per le quali l’aumento "desta anche forte preoccupazione, dal momento che, con l’inflazione a questi livelli, le famiglie dovranno far fronte a maggiori spese pari a 420 euro annui. Tutto ciò avrà forti ripercussioni, non solo, appunto, sul benessere delle famiglie, ma anche sull’andamento economico del nostro Paese, che continuerà a subire le conseguenze della contrazione della domanda interna".

L’Adoc sottolinea a sua volta il caro carburanti e le voci di spesa fisse che riducono le entrate delle famiglie. "La continua emergenza carburanti impone l’accelerazione sui tempi della riforma o si rischia di peggiorare una situazione già molto grave – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – i prezzi alla pompa della benzina sono troppo elevati, per un litro di verde si spende oggi il 6,9% in più del 2009, per un pieno occorrono circa 5 euro in più. Oltre all’applicazione del protocollo, chiediamo la realizzazione in tempi stretti della liberalizzazione delle pompe bianche e un taglio delle accise di 10 centesimi. E il reddito delle famiglie ne risente gravemente, i costi per i trasporti assorbono il 15% delle entrate, mentre oltre la metà viene destinato alle spese di affitto o mutuo della casa e il 20% se ne va per la spesa alimentare. In questo modo non è possibile accedere al risparmio né affrontare spese straordinarie e improvvise. Ed è anche complicato, se non impossibile, effettuare acquisti personali, con conseguente impossibilità di un rilancio dei consumi". Per l’associazione, il dato positivo del calo dei prezzi degli alimentari deriva dal calo degli acquisti.

Per Confesercenti, bisogna evitare che al rallentamento dell’inflazione segua un andamento economico simile. "E’ positivo che l’inflazione rallenti a maggio, malgrado l’ulteriore impennata dei prezzi dei carburanti – commenta Confesercenti – Ma se è confortante che resti sotto controllo, si eviti che questo passo del gambero rispetto ad aprile venga imitato dall’andamento economico. La fragilità e la lentezza della crescita infatti si intravedono anche nel dato dell’inflazione che riflette l’incertezza del momento ed il disagio economico di famiglie ed imprese. Se la manovra cerca giustamente di impedire ulteriori frenate dobbiamo pensare anche a misure positive per evitare la stagnazione a cominciare dall’alleggerimento fiscale, dal rilancio delle opere infrastrutturali, dal sostegno alle innovazione ed agli investimenti, trovando le risorse dagli sprechi e da strutture pubbliche superflue".

Comments are closed.