PREZZI. Istat, stime inflazione a più 1,5%. Consumatori: agire sulla benzina

Stime preliminari dell’inflazione: ad aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività presenta una variazione di più 0,4% rispetto al mese di marzo e un aumento dell’1,5% rispetto allo stesso mese del 2009. È quanto ha comunicato oggi l’Istat. Immediata la reazione dei Consumatori, che ribadiscono i dati sulla contrazione dei consumi e stimano ricadute annue pari a 450 euro. Commentano Federconsumatori e Adusbef: "Tutto ciò è gravissimo, dal momento che avrà pesanti ricadute, non solo sul benessere delle famiglie, che, con un tasso di inflazione all’1,5% su base annua, dovranno far fronte a maggiori spese di 450 euro annui, ma anche sull’intera economia del nostro Paese che, di questo passo, rischia di registrare a fine anno un PIL vicino allo zero %".

"Per questo è urgente che, chi ha responsabilità di Governo, si decida ad intervenire al più presto, con manovre per rilanciare la domanda interna e con seri provvedimenti per bloccare le intollerabili speculazioni in atto, non solo nel settore dei carburanti", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano anche il peso degli aumenti nel settore carburanti. Per le associazioni, ecco le azioni da seguire: lotta ai fenomeni speculativi; anticipazione della riforma fiscale che preveda una immediata detassazione per il reddito fisso, da lavoro e da pensione, di almeno 1200 euro annui; blocco delle tariffe; applicazione immediata dei provvedimenti previsti dal protocollo sui carburanti.

Interventi sui carburanti e un’accelerazione dei tempi di attuazione del protocollo di riforma viene chiesto anche dall’Adoc, che sottolinea come rispetto al 2009 un pieno costi ormai 11 euro in più e, avanti di questo passo, complici anche la crisi greca e portoghese, i rincari potrebbero arrivare a un prezzo di 1,50 euro al litro per la benzina.

L’Adoc sottolinea anche il dato positivo, che emerge dall’Istat, di una riduzione dello 0,1% del prezzo degli alimentari rispetto a un anno fa. Per l’associazione questa però è causata dalla riduzione degli acquisti. Commenta il presidente Carlo Pileri: "E’ positivo il ribasso dei prodotti alimentari, ma deriva in gran parte dal calo degli acquisti degli stessi. Per risparmiare le famiglie tendono a ridurre la spesa alimentare e, secondo un nostro sondaggio, sono in aumento del 12% i consumatori che si sono creati un orto "fai-da-te" nel giardino o sui balconi, per risparmiare soprattutto sull’acquisto delle verdure. Per ottenere un ribasso strutturale degli alimentari, con l’obiettivo di arrivare ad un taglio del 15% dei prezzi entro un anno e rilanciare i consumi occorre necessariamente intervenire sui carburanti, i cui rincari si riflettono nel comparto enogastronomico, dato che i prodotti alimentari sono per l’80% trasportati su gomma in Italia".

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